venerdì 18 agosto 2023

RICEVO DA BEPPE MANNI

 

LA FINE DEL MONDO IN 80 GIORNI

(Gazzetta di Modena 5 VII 23 Beppe Manni)


Armagheddon, giudizio finale è il titolo di un film del 1998: la terra è minacciata da un asteroide che tra 80 giorni colpirà il pianeta; ci sono opinioni e interessi contrastanti, tra politici e tra nazioni. Poi cominciano a cadere meteoriti: incendi, terremoti, maree anomale. Solo allora gli stati di tutto il mondo si mettono insieme costruiscono un missile che appena in tempo distrugge il mega asteroide e salva il mondo. 

Armageddon è il luogo dove, avverrà secondo l'Apocalisse, la battaglia finale tra il bene e il male, dopo che gli angeli della vendetta avranno versato le quattro coppe della distruzione.

Mi viene in mente tutto questo quando in questi giorni osservo l'atteggiamento dei nostri politici di fronte ai disastri che stanno colpendo in particolare l'Italia. I 4 elementi della natura si sono scatenati: l'aria si trasforma in cicloni, l'acqua inonda le terre; il fuoco distrugge le nostre oreste, la terra frana su strade, case e colline... I negazionisti ripetono che è sempre stato così e dobbiamo avere pazienza che tutto si aggiusterà.

A Strasburgo il Parlamento Europeo, il 12 luglio ha votato la legge per il “Ripristino della Natura e la difesa dei nostri ecosistemi”. Il decreto è passato con 336 voti, contro 300 contrari e 11 astenuti. Meloni e tutta la sua maggioranza del governo d’Italia, il paese più colpito in Europa dai cambiamenti climatici, ha votato inopinatamente compatto assieme alle ultradestre europee, contro il progetto ‘Salvezza della natura’. In nome della ‘salvezza’ dell’economia. In verità per soddisfare un certo elettorato. Inconcepibile: abbiamo difeso chi sfrutta e distrugge la natura.

Noi italiani non ci sentiamo rappresentati da questa scelta sciagurata.

Ma la salvezza della terra non è né di destra né di sinistra. Un branco di irresponsabili gode a creare divisione e confusione, spingendo il popolo verso il baratro. Non è più tempo di discutere. La catastrofe incombe. Cosa dovrà ancora succedere perché i nostri politici rinsaviscano?

100 scienziati italiani insieme a un premio Nobel raccomandano ai giornali di dire la verità alla gente. Ma sono inascoltati e sbeffeggiati come la piccola Greta. La resa dei conti finali purtroppo ci vedrà tutti sconfitti. Non sono più sufficienti programmi a lungo termine.

Purtroppo sembra che ci siamo rassegnati: si parla non più di recuperare ma di difendersi correndo ai ripari.

Nei Promessi Sposi il Manzoni (ricorre quest'anno il 150° anniversario della sua morte) racconta la peste del 1632 a

Milano: due terzi della popolazione muore per il contagio. Pur di fronte all'evidenza i politici e i medici all'inizio negano la peste, poi incolpano gli untori; Il cardinal Federico Borromeo organizza una processione con le reliquie di San Carlo diffondendo il contagio.

Don Ferrante insigne studioso di poemi cavallereschi e di astrologia, muore di peste imprecando contro la congiunzione astrale di Giove e Saturno.