Internazionale - 18 agosto 2023
I repubblicani ostaggio di Trump
The
Irish Times, Irlanda
Donald Trump scherzava, ma solo a metà.
Dopo l'annuncio della terza incriminazione nei suoi confronti, quando
gli era stato chiesto di cosa avrebbe avuto bisogno per essere
rieletto
alla presidenza degli Stati Uniti, aveva risposto: "Di un altro rinvio a giudizio".
Il 14 agosto è stato accontentato, dallo Stato della Georgia. Considerando che ogni rinvio a giudizio ha incrementato il suo vantaggio sui rivali repubblicani, a questo punto è molto probabile che sarà lui il candidato dei conservatori alla Casa Bianca nel 2024.
La posizione del partito è denunciare la "caccia alle streghe" nei confronti di Trump. La sua campagna elettorale si basa sulla tesi
secondo cui lui è l'unico che può difendere gli elettori da uno stato corrotto. I sondaggi indicano che più della metà degli elettori crede a questa idea. Ma nel complesso l'opinione pubblica
statunitense non è ancora convinta, e il risultato di un'ipotetica sfida con Joe Biden appare incerto.
Nell'ultimo rinvio a giudizio, che riprende molte delle tesi formulate in quello federale, Trump è accusato di aver agito illegalmente per ribaltare il risultato elettorale del 2020, non solo in Georgia ma anche in altri Stati a livello nazionale. L'ex presidente è inoltre accusato di aver violato le leggi contro la corruzione, di aver istigato funzionari pubblici a violare i loro obblighi legali e di aver cospirato per rendere false testimonianze e presentare documentazione alterate.
Dato che si tratta di un procedimento statale e non federale, se Trump fosse rieletto non avrebbe la possibilità di concedersi la grazia.
Secondo l'accusa Trump avrebbe partecipato direttamente
agli illeciti: avrebbe diffuso una serie di pericolose bugie, cercato di intimidire funzionari elettorali e colleghi di partito affinché "fabbricassero" voti e provato a costringere il vicepresidente Mike
Pence a non certificare al senato il risultato delle elezioni presidenziali.
Dopo quattro incriminazioni, è sbalorditivo che uno dei due grandi partiti statunitensi non abbia ancora escluso dalla corsa alla candidatura un uomo accusato di aver cospirato per sovvertire
la democrazia, di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale, di aver ostacolato la giustizia e di aver falsificato i registri contabili per nascondere il denaro speso per comprare il silenzio di una pornostar. Questo, purtroppo, non fa che confermare la profonda trasformazione subita da un partito ormai ostaggio di Trump.