Violentata in mare a 18 anni
"Ora ti faccio eccitare"
«È arrivato il momento di farti eccitare», ripete "Nino" mentre allunga le mani sul corpo di Marta, una 18enne piemontese, originaria della provincia di Cuneo, che sta trascorrendo qualche giorno di vacanza con gli amici sulla costa di Loano, in provincia di Savona.
È l'8 luglio. Marta sta nuotando nel tratto di mare di fronte alla spiaggia libera quando subisce la violenza da parte di "Nino", un 23enne di origini egiziane, con precedenti per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, che ha violato l'obbligo di dimora a Torino per un altro reato e che è stato rintracciato lunedì nel suo appartamento in San Salvario dai carabinieri di Loano, accompagnato in carcere con l'accusa di violenza sessuale.
L'incubo vissuto da Marta è tratteggiato nelle cinque pagine di ordinanza di custodia cautelare emessa dalla gip Fiorenza Giorgi nei confronti del 23enne. "Nino" è stato riconosciuto dalla vittima e dai suoi amici come l'autore della violenza sessuale che si è consumata l'8 luglio.
È sabato. Marta sta facendo il bagno in mare insieme ai suoi amici a Loano. «Nino» ha violato l'obbligo di dimora a Torino ed è finito sullo stesso tratto di mare, in compagnia della fidanzata e di suo fratello. In un attimo i due si incrociano.
«Nino» nota Marta, le si avvicina. Tenta l'approccio, inizialmente con dei «modi gentili». Le racconta di essere egiziano e di vivere a Torino. Lei, con garbo, respinge le attenzioni. «Sono fidanzata», risponde Marta. La replica non sortisce l'effetto sperato. A quel punto inizia la violenza.
«Nino» la prende per i fianchi e la porta al largo, lontano dagli amici, che avevano tentato di dissuaderlo. «Siete noiosi — ribatte lui — voglio stare da solo con lei».
Nell'acqua alta «Nino» allunga le mani sul corpo della ragazza, la tocca nelle parti intime. Non prima di aver ringhiato: «È arrivato il momento di farti eccitare». Del resto il 23enne non nasconde le sue intenzioni neppure all'amico di Marta, quando si avvicina intuendo che la 18enne è in pericolo: «Guarda che è fidanzata», tuona Giuseppe. «Non me ne frega niente — risponde "Nino" — voglio solo scopare» , aggiunge allungando ancora le mani sott'acqua. Marta è paralizzata.
Interviene anche Emma a darle aiuto. Così il 23enne si allontana. Marta è salva. Qualche ora più tardi, insieme ai due amici, entra in caserma dai carabinieri per sporgere la denuncia. I militari si mettono subito alla ricerca di «un ragazzo mulatto con gli occhi scuri». Individuano il 23enne il giorno stesso, sempre a Loano. All'inizio del controllo "Nino" sembra collaborare, poi scappa. I carabinieri acquisiscono le immagini delle telecamere puntate sul lungomare. Il ragazzo viene riconosciuto da Marta e dagli amici come l'aggressore. E poi arrestato in casa a San Salvario.
Luca Monaco
La Repubblica, 18 agosto 2023