Gli eroi del lavoro
Il lutto nazionale per gli operai morti a Brandizzo
di Linda Laura Sabbadini
La Repubblica 4/9
Di lavoro non si può e non si deve morire. Invece, la strage continua. Il lavoro è dignità della persona. La morte sul lavoro è calpestarla, togliere il diritto alla vita a chi lavora duro per garantire la nostra sicurezza e il nostro benessere. Per questo sono decisamente d’accordo con l’invito di alcuni lettori, rilanciato da Michele Serra perché si facciano i funerali di Stato ed il lutto nazionale per i 5 operai morti sul lavoro a Brandizzo. È d’obbligo per onorare il loro contributo dato al Paese.
È stato fatto per i morti di Nassiriya, per politici, artisti: perché non può essere fatto per operai? Il Paese deve poter rendere omaggio a questi operai che si spendevano ogni giorno per noi. Lo si deve a loro e a tutti i lavoratori che ogni giorno rischiano la loro incolumità pur essendo in un Paese avanzato del G7, per far sì che non sia una tragedia tra le tante. Serve un urlo, un atto che fermi il Paese a riflettere, impegni le istituzioni e le imprese ad agire perché quel che è successo agli operai di Brandizzo, non si abbia più a ripetere. Il lavoro è già troppo svalutato in senso monetario. Un Paese che non riesce a tenere in alta considerazione coloro che lo tengono vivo, attivo, produttivo, non è un Paese civile.
Ogni lavoro deve essere considerato come un bene prezioso da valorizzare e proteggere, specialmente dal punto di vista della sicurezza delle persone.
Molte norme ci sono, ma non vengono rispettate se non formalmente, e la ricattabilità del lavoro, la situazione precaria in cui spesso si trova anche chiha un lavoro fisso crea condizioni di rischio di vita troppo alte.
Nel 2022 i morti sul lavoro erano stati 1090. Una vergogna nazionale. Meno del 2021 perché allora c’erano i morti da Covid sul lavoro che avevano raggiunto i 294 casi. Ma in aumento del 17% se si considerano i morti non da Covid (da 927 a 1080) al livello del 2019. Se consideriamo i primi sette mesi del 2023 la situazione è ancora decisamente critica e si assiste ad un incremento dei morti in occasione di lavoro da 412 a 430, a fronte di 129 persone decedute mentre si recavano al lavoro o tornavano a casa: in questo caso il numero è in diminuzione. Bisognerà aspettare i dati dell’intero anno per avere un quadro consolidato, come suggerisce l’Inail.
Ma tanto basta per
affermare che così la situazione non può continuare.
Il Presidente
Sergio Mattarella ha lanciato un monito: «Morire sul lavoro è un
oltraggio ai principi della convivenza».
Possibile che si debba ancora
rischiare la vita sul lavoro?
Il lavoro è il fondamento di una società
democratica. Il diritto al lavoro deve essere sempre salvaguardato,
perché non siamo una società schiavista.
A quei 5 lavoratori, alle loro
famiglie, glielo dobbiamo. La protezione del lavoro deve essere presa in
carica dalla Comunità nazionale tutta, deve farsi emergenza, perché è
ora che lo si riconosca.
I lavoratori sono la ricchezza di questo Paese, e gli operai lo sono né più né meno dei politici e degli imprenditori.
I lavoratori sono la ricchezza di questo Paese, e gli operai lo sono né più né meno dei politici e degli imprenditori.