mercoledì 4 ottobre 2023

LAVORO, POVERTÀ, DIRITTI: LA MOBILITAZIONE A ROMA

"Una sana e robusta ribellione"

Arci e Cgil in piazza il 7 ottobre

L'Europa è nel bel mezzo della più grande crisi politica dall'introduzione dell'euro a causa delle scelte sbagliate basate sul protezionismo dei singoli stati, sul neoliberismo e sull'austerità. Il conflitto in Ucraina ne ha svelato tutte le debolezze in cui spicca, tra le altre, quella del nostro Paese. Una debolezza che ogni giorno si tenta di mistificare con sparate sensazionali obbligandoci a guardare il dito e non la luna. Nel mentre il presidente del Consiglio pare completamente concentrato sul tentativo ossessivo di imporre una svolta culturale occupando poltrone. Il Paese arranca e s'indebolisce e i dati lo dimostrano, così come le condizioni di intere fasce di popolazione: calo del Pil, calo della produzione industriale e dell'occupazione, fallimento completo delle misure sul dopo reddito di cittadinanza e così via. Per contro si continua a buttare benzina sul fuoco della perenne lotta tra ultimi e penultimi, offrendo ogni tanto specchietti delle allodole come la tassazione sui profitti bancari. La destra ha eletto a suoi nemici un po' tutti: giovani, pensionati, donne, poveri, migranti, disabili, persone lgbt+, per non parlare di sindacati, piccole e medie imprese, banche, associazioni di categoria, per arrivare al terzo settore, bistrattato e dimenticato ma senza il quale oggi non esisterebbe alcun stato sociale. Vi sono dunque molte ragioni che ci hanno spinto a promuovere, lanciare e organizzare il 7 ottobre insieme a tantissime sigle associative e alla Cgil. La prima, più importante è che questo paese ha bisogno di ritrovare un comune denominatore, dopo il disfacimento delle più elementari regole di convivenza civili.

 

Walter Massa, L'Unità, 20 settembre