Sinodo, i conservatori attaccano il Papa E lui apre alla benedizione delle coppie gay
La Repubblica 3/10CITTÀ DEL VATICANO — Non è ancora iniziato e già agita gli animi, il Sinodo che si apre domani e per quattro settimane vedrà 464 padri — e madri — sinodali discutere sul presente e sul futuro della Chiesa.
Cinque
anziani cardinali ultraconservatori, tutti in pensione e nessuno membro
dell’assemblea, hanno pubblicato ieri la loro sfida al Papa. Una lista
di cinque dubbi — in latino: “dubia” — con i quali hanno espresso
pubblicamente la loro «profondissima preoccupazione» per le novità
paventate. Il Sinodo non è sulla sessualità ma il tema si impone subito.
Nei loro cahiers de doléance i cinque porporati domandano tra l’altro a
Francesco se la Chiesa intenda benedire «situazioni oggettivamente
peccaminose » come le unioni di persone omosessuali. Domanda retorica,
che innesca però l’imprevisto.
Sono gli stessi cardinali, infatti, a riferire che avevano scritto a Bergoglio già a luglio, e lui aveva subito risposto con una lettera, che, però, non li aveva soddisfatti. Da qui la pubblicazione dei “dubia”, a cui il Papa dovrebbe rispondere netto, sì o no. E la lettera di luglio di Francesco? Tenuta segreta dai porporati, viene pubblicata poche ore dopo dal Vaticano. E tra le risposte, il Pontefice argentino apre alla benedizione delle coppie gay. «Non possiamo essere giudici che solo negano, respingono, escludono», scrive il Papa, che, chiarito come il matrimonio sia solo tra uomo e donna, spiega, però, che «la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se ci sono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano un concetto errato del matrimonio.
Sono gli stessi cardinali, infatti, a riferire che avevano scritto a Bergoglio già a luglio, e lui aveva subito risposto con una lettera, che, però, non li aveva soddisfatti. Da qui la pubblicazione dei “dubia”, a cui il Papa dovrebbe rispondere netto, sì o no. E la lettera di luglio di Francesco? Tenuta segreta dai porporati, viene pubblicata poche ore dopo dal Vaticano. E tra le risposte, il Pontefice argentino apre alla benedizione delle coppie gay. «Non possiamo essere giudici che solo negano, respingono, escludono», scrive il Papa, che, chiarito come il matrimonio sia solo tra uomo e donna, spiega, però, che «la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se ci sono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano un concetto errato del matrimonio.
Perché
quando si chiede una benedizione, si sta esprimendo una richiesta di
aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un
Padre che può aiutarci a vivere meglio».
Un’apertura, seppur prudente e circostanziata, che smentisce il divieto sancito solo a marzo del 2021 dalla congregazione per la Dottrina della fede. E suona come musica alle orecchie dei vescovi tedeschi che, alla vigilia del Sinodo, hanno inviato a diversi membri dell’assemblea le conclusioni del loro “percorso sinodale”. Tra le proposte — ben più progressiste della linea Bergoglio — il coinvolgimento dei laici nella nomina dei vescovi, l’ipotesi di rivedere il divieto al sacerdozio femminile, i “preti sposati”, e, appunto, la benedizione delle coppie gay.
Ai cardinali conservatori — Burke, Brandmueller, Sarah, Sandoval Iniguez e Zen Ze-kiun, cinque su un collegio salito a 242 con il Concistoro di sabato — rimane il timore delle novità. Un timore che negli anni scorsi aveva spinto alcuni di loro a criticare addirittura Benedetto XVI: reo, per Burke, di avere aperto all’uso del condom per contrastare l’Aids, e per Brandmueller di essersi dimesso. Un timore che, adesso, li ha indotti a contestare il Pontefice regnante, con «creatività modernista», ha ironizzato storico Jean-Pascal Gay dell’università di Lovanio, e con un elenco di “dubia” tradotti in tante lingue, ma non in latino.
Un’apertura, seppur prudente e circostanziata, che smentisce il divieto sancito solo a marzo del 2021 dalla congregazione per la Dottrina della fede. E suona come musica alle orecchie dei vescovi tedeschi che, alla vigilia del Sinodo, hanno inviato a diversi membri dell’assemblea le conclusioni del loro “percorso sinodale”. Tra le proposte — ben più progressiste della linea Bergoglio — il coinvolgimento dei laici nella nomina dei vescovi, l’ipotesi di rivedere il divieto al sacerdozio femminile, i “preti sposati”, e, appunto, la benedizione delle coppie gay.
Ai cardinali conservatori — Burke, Brandmueller, Sarah, Sandoval Iniguez e Zen Ze-kiun, cinque su un collegio salito a 242 con il Concistoro di sabato — rimane il timore delle novità. Un timore che negli anni scorsi aveva spinto alcuni di loro a criticare addirittura Benedetto XVI: reo, per Burke, di avere aperto all’uso del condom per contrastare l’Aids, e per Brandmueller di essersi dimesso. Un timore che, adesso, li ha indotti a contestare il Pontefice regnante, con «creatività modernista», ha ironizzato storico Jean-Pascal Gay dell’università di Lovanio, e con un elenco di “dubia” tradotti in tante lingue, ma non in latino.