La scorsa settimana il centrodestra, che ha la maggioranza nel consiglio regionale del Piemonte ha bocciato la proposta di legge di iniziativa popolare sul contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico, che aveva raccolto più di 12.000 firme di cittadini piemontesi.
C’è stata totale
indifferenza verso questa massiccia mobilitazione dal basso, che negli
anni aveva coinvolto singoli cittadini e decine di associazioni (tra gli
enti indipendenti che hanno contribuito attivamente a raccogliere le
firme, e a promuovere una nuova norma regionale con limiti orari e
spaziali più severi, c’erano anche Movimento dei Focolari, Libera, Acli,
Società San Vincenzo de Paoli, Salesiani, Sermig, Arci, Forum
associazioni familiari, Comunità Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica,
Auser, Giuseppini del Murialdo, Comunità di sant’Egidio, Comunità
Cenacolo, Cittadinanza Attiva, UCID, Movimento Consumatori, ecc).
La destra piemontese può essere indifferente al dolore e all’impoverimento delle famiglie delle persone affette da Gioco d’Azzardo Patologico, ma noi non smetteremo di denunciare che l’aumento di questa patologia è determinato innanzitutto dall’aumento dell’offerta di gioco. Più cresce l’offerta di gioco e più aumenta la domanda.
Le attività economiche devono essere regolate per non nuocere alla salute e al benessere della popolazione, così come aveva fatto con successo il Piemonte nel 2016, riducendo del 20% i malati in due anni, fino all’abrogazione voluta dalla destra.
Non si tratta di proibizionismo, ma di impedire che le imprese lucrino sulla pelle delle persone più vulnerabili, con il beneplacito delle istituzioni!
Un’occasione persa per il Piemonte e un problema sanitario e sociale in più per l’intera comunità.
Monica Canalis – consigliera regionale
La destra piemontese può essere indifferente al dolore e all’impoverimento delle famiglie delle persone affette da Gioco d’Azzardo Patologico, ma noi non smetteremo di denunciare che l’aumento di questa patologia è determinato innanzitutto dall’aumento dell’offerta di gioco. Più cresce l’offerta di gioco e più aumenta la domanda.
Le attività economiche devono essere regolate per non nuocere alla salute e al benessere della popolazione, così come aveva fatto con successo il Piemonte nel 2016, riducendo del 20% i malati in due anni, fino all’abrogazione voluta dalla destra.
Non si tratta di proibizionismo, ma di impedire che le imprese lucrino sulla pelle delle persone più vulnerabili, con il beneplacito delle istituzioni!
Un’occasione persa per il Piemonte e un problema sanitario e sociale in più per l’intera comunità.
Monica Canalis – consigliera regionale