24 – La violenza dei disarmati
Atti di san Massimiliano
(di Tebeste, Africa del Nord, ucciso nel 295)
Il vestito nuovo al carnefice
Dopo che alla visita di leva fu ritenuto idoneo per il servizio militare, Massimiliano venne interrogato dal proconsole Dione: « Come ti chiami? »
Rispose: « Perché vuoi sapere il mio nome? Io non posso fare il soldato, perché. son cristiano ».
Il proconsole comandò: « Dategli la divisa ».
Massimiliano insisté: « Non posso fare il soldato, non posso fare il male, son cristiano ».
« Misuratelo! », comandò il proconsole. Lo misurarono, e Dione ordinò di dargli la divisa. Massimiliano però s'oppose: « Non posso fare il servizio militare! »
Dione gli disse: « Se non fai il soldato, finirai male ». E Massimiliano: « Non farò il soldato. Tagliami pure la testa, ma non servirò mai una potenza umana; io servo unicamente il mio Dio ».
Domandò Dione: « Chi è che ti fa pensare così? » Rispose Massimiliano: « Il mio cuore, e Dio che m'ha chiamato ».
Allora Dione si rivolse a Vittore, padre di Massimiliano: « Dagli tu un consiglio ». Ma Vittore rispose: « È abbastanza assennato per sapere da sé quel ch'è meglio per lui ».
Dione parlò di nuovo a Massimiliano: « Fai il servizio militare e mettiti la medaglietta di matricola ». La risposta fu: «Io non mi metto nessuna medaglietta, perché son già contrassegnato dal segno di Cristo mio Dio ». Dione, allora: « Ti ci mando sùbito, dal tuo Cristo ». E l'altro: « Vorrei proprio che tu lo facessi ».
Dione comandò: « Dategli la medaglietta di soldato ». Massimiliano resisté: « Io non voglio medagliette umane. Anche se me la mettete, non per questo mi sentirò obbligato, perché per me non val niente. Io son cristiano, e non ho diritto di portare una medaglia di piombo al collo, dopo avere ricevuto il segno della salvezza dal mio Signore. Il mio Signore è il Figlio del Dio vivente, che tu non conosci. Egli soffrì per salvarci, Dio lo sacrificò per i nostri peccati. Tutti noi cristiani serviamo lui e seguiamo lui, il re della vita, l'autore della salvezza ».
Disse Dione: « Sei pieno d'orgoglio! Poiché ti rifiuti di fare il soldato, riceverai la pena che ti meriti, e servirai d'ammonimento agli altri ». E proclamò il giudizio: « Massimiliano sarà decapitato, perché ha rifiutato di giurare fedeltà all'esercito ».
« Grazie, mio Dio! », esclamò Massimiliano. Aveva ventun anni, tre mesi e diciotto giorni.
Mentre lo conducevano al supplizio, disse: « Fratelli carissimi, cercate con tutte le vostre forze, desiderate con tutto il vostro cuore d'ottenere la grazia di contemplare il Signore, perché conceda anche a voi un trionfo così stupendo ». E con la gioia in volto si rivolse al padre: « Dallo al carnefice, il vestito nuovo che m'avevi fatto fare ».
(T. RUINART, Acta primorum martyrum sincera et selecta, Amsterdam, 300-302)
48