Italia-Albania, MSF: “Preoccupati per soluzioni extraterritoriali fallimentari”
07.11.23 - Medecins sans FrontieresIl patto siglato tra Italia e Albania si spinge un passo oltre gli accordi di esternalizzazione che il governo italiano o le istituzioni europee hanno firmato negli ultimi anni con Turchia, Libia e Tunisia, sostiene Medici Senza Frontiere (MSF). L’obiettivo non è più solo quello di scoraggiare le partenze, ma di impedire attivamente alle persone in fuga e a chi viene soccorso in mare di accedere in modo rapido e sicuro al territorio europeo, aggirando così gli obblighi di protezione e soccorso sanciti dal diritto internazionale e dalle Convenzioni europee.
Il mancato accesso al suolo italiano, la gestione extraterritoriale delle domande di asilo, l’applicazione delle procedure accelerate di frontiera e il trattenimento delle persone in un paese terzo, rappresentano un nuovo attacco sferrato al diritto di asilo, così com’è inteso oggi.
Queste iniziative non fanno altro che replicare politiche di
contenimento e dissuasione che si sono dimostrate prive di efficacia nel
lungo periodo, ma capaci di aumentare la sofferenza e la disperazione
di migliaia di persone.
I precedenti tentativi di sperimentare soluzioni extraterritoriali si sono rivelati tutti fallimentari.
I precedenti tentativi di sperimentare soluzioni extraterritoriali si sono rivelati tutti fallimentari.
In
particolare, MSF ha già osservato in modo diretto le conseguenze delle
politiche di trattenimento extraterritoriale attuate per un lungo
periodo dal governo australiano: tra il 2017 e il 2018, i team di MSF
hanno offerto oltre 1.500 consultazioni psicologiche a rifugiati e
richiedenti asilo trasferiti forzatamente sull’isola di Nauru,
riscontrando un grave livello di sofferenza mentale.
Di fronte a una
simile proposta avanzata nel 2022 dal governo del Regno Unito in accordo
con il Ruanda, e poi definita illegittima dalla Corte d’Appello, MSF si
era dichiarata “disgustata, sconfortata e preoccupata dalla
determinazione punitiva e nociva” che aveva mosso le autorità
britanniche.
In attesa di conoscere nei dettagli i contenuti dell’accordo siglato dall’Italia, MSF è preoccupata per le complessità logistiche e organizzative connesse al trasferimento dei sopravvissuti in mare verso l’Albania. Nello specifico, il complicato processo di identificazione e successiva presa in carico di persone con complicazioni mediche e fragilità specifiche rischia di essere nei fatti impossibile o comunque non adeguato alle necessità.
In attesa di conoscere nei dettagli i contenuti dell’accordo siglato dall’Italia, MSF è preoccupata per le complessità logistiche e organizzative connesse al trasferimento dei sopravvissuti in mare verso l’Albania. Nello specifico, il complicato processo di identificazione e successiva presa in carico di persone con complicazioni mediche e fragilità specifiche rischia di essere nei fatti impossibile o comunque non adeguato alle necessità.
Inoltre,
l’assegnazione automatica di un porto distante anche alle navi di
Guardia Costiera e Marina militare, come già nella prassi per le navi
delle ONG, comporterà ulteriori restrizioni alla capacità di intervento
in mare e rischi per la salute fisica e mentale delle persone a bordo.
MSF sollecita nuovamente le autorità italiane ed europee a concentrarsi su soluzioni più umane e coraggiose per ridurre le morti in mare e offrire accoglienza dignitosa e solidarietà a coloro che cercano protezione in Europa.
MSF sollecita nuovamente le autorità italiane ed europee a concentrarsi su soluzioni più umane e coraggiose per ridurre le morti in mare e offrire accoglienza dignitosa e solidarietà a coloro che cercano protezione in Europa.