sabato 4 novembre 2023

CELEBRAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA DI DOMENICA 5 NOVEMBRE 2023

 Non idoli e convenzioni


Litanie, consolanti filastrocche di parole che non capiamo riusciranno ad ingabbiare il desiderio di cambiare il mondo? Assopiranno la fiducia che già l’oggi possa essere modellato dalle nostre mani?


P. Saluto all’assemblea


G. Siamo insieme e non ci domandiamo perché. Il perché è presente silenzioso nei nostri sguardi, si diffonde nel suono delle nostre parole, si colora dell’attenzione con cui ci ascoltiamo ed ha il calore del nostro volerci bene.


1.Stamattina ho incontrato il tuo sguardo pensieroso e ti ho sorriso. Anche il tuo volto si è sciolto in un sorriso. È un miracolo, un miracolo.

2.Per la prima volta hai sentito di essere ascoltata. Adesso che credevi di essere del tutto invisibile agli altri. È un miracolo, un miracolo.

1.Il tuo abbraccio mi riscalda cancellando il freddo che c’è fuori. Io mi sento vivo, amato. È un miracolo, un miracolo.

2.Le parole raramente rendono la complessità del mondo. Certamente non riusciranno mai a nascondere del tutto il reale.


Pausa di silenzio


Lettura biblica


Atti 14, 8-18

8C'era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. 9Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, 10disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!». Egli balzò in piedi e si mise a camminare. 11La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!». 12E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare.
13Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all'ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. 14Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: 15«Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano16Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada; 17ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori». 18E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall'offrire loro un sacrificio.


Contro gli idoli e le convenzioni

Cose è scritto nei versetti 8-18 del quattordicesimo capitolo degli Atti degli Apostoli? Cosa contengono questi versetti? Che messaggio ci comunicano oggi, qui dove ci troviamo per nostra scelta a leggere insieme queste parole per aggiungere un altro tassello ad un mosaico che si definisce momento dopo momento, senza necessità di avere un senso scolpito per l’eternità, predefinito ed immutabile?

La “lettera”

Certo la storia è chiara. Un evento miracoloso suscita l’attenzione della gente di Listra. Paolo fissa un paralitico (fin dalla nascita) che lo ascolta con attenzione e con fede. Paolo riconosce in quella persona immobile e contratta in una posa innaturale la fiducia di essere salvata. Dice “alzati ritto in piedi” e quello di scatto balza in piedi e si mette acamminare.

Le altre persone presenti sono sconvolte e riconoscono in Paolo e Barnaba la personificazione della divinità. Persino il sacerdote del tempio di Zeus decide di offrire un sacrificio per la divinità benevola.

In risposta a questo episodio di isterismo collettivo Paolo e Barnaba spiegano alla folla il senso degli eventi appena accaduti come manifestazione della forza della fede accompagnata dal vento di Dio, il Dio degli Ebrei, il Dio di Gesù che i suoi discepoli proclamano anche al di fuori della Giudea per raggiungere i confini del mondo. Paolo e Barnaba non sono divinità. Sono esseri umani, persone di fede, seguaci di Gesù che è effettivamente il messia di cui le scritture lette il sabato in sinagoga parlano esplicitamente. Il Dio proclamato dai discepoli di Gesù è colui che ha creato il mondo e ha lasciato che tutti i popoli seguissero la loro strada concedendo loro in passato la bellezza e I doni della natura con benevolenza. Adesso quello stesso Dio regala la possibilità ai pagani di diventare figli. Questo è il momento di convertirsi!

E noi?

Enrica camminava con gioia in montagna. Aveva a lungo desiderato visitare le valli di quella regione lontana sulle Alpi. Entrata in un Villaggio vide un ragazzo triste che fissava una tela con un disegno di colore viola. Gli chiese perché fosse triste. Il ragazzo rimase in silenzio ma un’altra persona rispose che Enzo era triste e silenzioso perché a nessuno in paese piacevano i suoi disegni in viola. ”Il viola è un colore brutto!” aggiunse una donna facendo spallucce.

Enrica guardò il disegno sulla tela e disse ad Enzo “Sai che a me piace molto il viola? E nel posto da cui vengo c’è una galleria d’arte che espone quadri monocromatici. Ecco l’indirizzo di posta elettronica e quello del sito web. Puoi vedere sul tuo cellulare.”. Enzo improvisamente sembrò svegliarsi dal suo torpore. Guardò sul suo cellulare e poi chiese ad Enrica di dargli il suo contatto whatsapp. In un minuto fu tutto fatto. Enrica decise di contattare al volo il proprietario della galleria; subito i tre iniziarono a chattare e organizzarono un incontro virtuale per vedere insieme le opera di Enzo.

Nel frattempo intorno ad Enzo ed Enrica si era raccolta una piccola folla. La gente era felice di vedere Enzo così attivo e felice. Tutti commentavano che fosse “una specie di miracolo”. Una voce diceva “Questa signora in un momento ha portato una ventata di vita e di ottimismo. Sembra quel presentatore che gira per i piccoli borghi… Ogni settimana uno nuovo”. “No!” rispondeva un’altra. “È piuttosto come la conduttrice di quel programma che ogni mattina porta nel suo studio gente comune che racconta le proprie storie”. E un’altra voce “No! È come quel blogger che riprende e commenta le grandi questioni e i fatti più importanti che avvengono nel mondo.” Un’altra voce infine “No! È come quell’imprenditore geniale che trasforma ogni sua idea in un affare colossale.”

A questo punto Enrica, accortasi del brusio e della crescente eccitazione collettiva prese la parola dicendo “No, vi sbagliate. Non sono come nessun altro o altra. Io sono soltanto una persona in cammino. Credo che sulla nostra strada sia possibile fare mille e mille incontri. Nessuno meno importante degli altri. Credo che ogni persona debba scegliere il suo percorso e incamminarsi con fiducia, alimentarla a passo a passo e farne un buon uso. Credo che negli incontri che facciamo “mettiamo un po’di nuova energia nel mondo”. Ogni persona ha il diritto di chiamare questa energia secondo il proprio guidizio e la propria sensibilità. Tutto questo può avvenire senza bisogno di fare diventare le persone dei simboli o idoli. Noi non dobbiamo essere “come”, dobbiamo essere noi stesse, credere in ciò che sentiamo essere importante, utile.

Conclusione

Il testo deli Atti ci descrive il diffondersi di un “sentimento” nel contesto di una realtà orientata in una direzione segnata sin dal principio, da prima del tempo. Il racconto è finalizzato a dimostrare una tesi. Esiste un progetto “scolpito nella roccia” che si realizzerà alla fine del tempo. Esiste un Dio superiore agli altri dei, e c’è una missione da compiere per i discepoli “portare la parola fino ai confine del mondo”.

Ma oggi noi percorriamo sentieri in un mondo in cui portiamo una passione, un desiderio, che in ciascuna persona nasce e si sviluppa in modo diverso e che attraverso gli incontri si arricchisce in modo inimitabile. Siamo costantemente in viaggio, fiduciosi che ogni nuovo passo ci dia una visione del mondo un po’ più aperta, da mettere a disposizione di altri noi in cammino lungo altri sentieri le cui forme così diverse sono tutte belle, di una bellezza che arricchisce il mondo e arricchisce anche noi quando le incontriamo.

Eppure anche la “lettera” nelle parole antiche di quei versetti è capace di parlare direttanemte alla nostra sensibilità di oggi. Il versetto 16 ci è congeniale così come è scritto, e riscalda il nostro cuore. Dio nel mondo non ci nega la bellezza ed il benessere quando noi percorriamo la nostra strada liberamente. Come potrebbe mai essere il contrario?


Interventi liberi


Pausa di silenzio


1.Signore, nostro Dio, accompagna i nostri passi: rendi i nostri giorni pieni di giustizia.

2.I Tuo vento ci spinga a spezzare le catene delle convenzioni e della nostra paura.

1.La Tua parola diventi il tesoro dei nostri cuori: fa che la cerchiamo con vera avidità.

2.Fà che l'ascoltiamo e la custodiamo nel cuore: non sia l'acqua che passa e va senza fecondare.


Memoria della cena

T. O Dio, Ti sei avvicinato a noi nella persona di Gesù di Nazareth. Noi guardiamo a lui, fissiamo il nostro sguardo su di lui, perché nella sua esistenza quotidiana egli fece posto al Tuo sogno e tentò di realizzarlo con tutte le sue forze. E quando, come oggi, compiamo insieme, davanti a Te, Dio della vita, la memoria dell’ultimo pasto che Gesù mangiò con i suoi amici e le sue amiche, diventiamo più consapevoli del significato di quel pane e di quel vino condivisi. "Prendete e mangiate: fate questo per non dimenticarvi di me...". "Prendete e bevete: questo vi serva per ricordarvi di me, della mia vita, del sogno di Dio che ho cercato di vivere”.


Preghiera di condivisione


Comunione


Preghiere spontanee

Padre nostro


Benedizione finale

Sussurra al nostro orecchio parole nuove,

Tu che sei il Dio sempre sorgivo di vita!

Soprattutto falle penetrare nel nostro cuore di pietra,

perché fioriscano le scelte e le opere di Gesù

anche nella nostra esistenza di tutti i giorni.


Per la Comunità di base di via Città di Gap – Pinerolo, 5 novembre 2023 – Sergio Speziale