sabato 25 novembre 2023

Il Medico

Promesse tradite e ora ci tagliano pure la pensione

di Michele Bocci

 

Un anno difficilissimo. Gerardo Anastasio fa il cardiochirurgo a Pisa ed è tra coloro che potrebbero essere costretti ad andare in pensione entro la fine dell'anno per non perdere soldi. «Se resto mi ritroverò con 10 mila euro in meno l'anno, sempre che le norme non cambino». E pensare che si aspettava che il 2023 portasse novità positive per lui, che è anche sindacalista Anaa, la sigla degli ospedalieri. «Invece è andata male dice - La manovra prevede di pagare di più gli straordinari fatti per abbattere le liste di attesa. Ma il problema non mi riguarda, non sono un oculista o un ginecologo.

Io i soldi non li vedrò, malgrado questo governo abbia detto più volte che noi medici ospedalieri guadagniamo troppo poco, meno di molti colleghi di altri Paesi europei». Però nella manovra di quest'anno sono stati messi i soldi per il rinnovo del contratto.

«Intanto era già stato finanziato e poi non è ancora chiaro quanti dei 2,4 miliardi stanziati arrivino a noi.

Nel testo della legge c'è scritto che i soldi devono servire per il nostro rinnovo ma anche per quello degli infermieri e dei medici di medicina generale». Insomma, «ci hanno fatto promesse che non hanno mantenuto. Certo, le difficoltà sono iniziate da anni ma la situazione è sempre peggiore. Non stanno investendo in sanità».

Poi c'è la questione delle pensioni.

«Io rischio di rimetterci 10 mila euro l'anno, per questo se le cose non cambiano uscirà entro dicembre. Noi medici del pubblico, ci siamo sempre detti, guadagniamo poco, se non facciamo attività privata, ma poi abbiamo una buona pensione.

Ecco, adesso ci tolgono pure quella. Già c'è una crisi di vocazioni, stando così le cose chi vorrà lavorare nei reparti degli ospedali in futuro?».

 

La Repubblica, 14 novembre 2023