MOMENTO DI PREGHIERA DEL 21 DICEMBRE 2023
IL MISTERO DELLA NOSTRA NASCITA
Padre, dammi la mia parte di eredità
Eccoci, Dio nostro Padre e nostra Madre. Siamo qui, lieti nell’incontro per porci alla tua presenza, per dirti il nostro grazie filiale al termine di questa giornata, come ci è stata donata, per tutto ciò che abbiamo ricevuto finora dalle tue mani. Ti offriamo quel poco, quel tanto che siamo stati capaci di fare, anche quel niente perché cominci a produrre frutti. Tu sei la vita, il nostro Dio. Grazie per quanto abbiamo potuto godere e ricevere dalla natura in cui siamo immersi, le persone che abbiamo incontrato. Ci ricordi che tutto questo non è nostra proprietà, ma lo possediamo per condividerlo. Ascoltare, al tramonto, il cinguettio degli uccelli, il verso delle tortore, il loro canto di lode a Te, è l’invito a noi di lodarti e di ringraziarti per la giornata vissuta.
RINASCERE PER RISORGERE
La Pasqua è l’invito a risorgere nella luce, il Natale ci invita a rinascere dalla luce, venire alla luce.
Rinascere vuol dire anche nascere di nuovo, ma da dove e come?
Nascere nuovamente è la domanda di Nicodemo rivolta a Gesù, che gli risponde: dall’acqua e dallo Spirito si nasce di nuovo per entrare nel Regno dei cieli. Ecco da dove. Qual è il senso di questa risposta? Il senso lo trovo al lago di Galilea, quando Pietro stava per annegare nelle acque minacciose e burrascose del lago. Per la paura di annegare Pietro invoca l’aiuto di Gesù che gli ha teso la mano e lo tirò su. Penso che questo episodio sia il senso del Natale. Siamo sollecitati ad uscire da una vita inquieta, per rinascere alla luce di un nuovo giorno per continuare a vivere sull’esempio e sull’annuncio del profeta Gesù di Nazareth, nostro fratello maggiore.
L’annuncio natalizio, per rinascere, è quella mano tesa da Gesù a Pietro, capace di farlo emergere dalle acque tempestose, minacciose che mettevano a repentaglio la sua vita. Così è pure per noi. Saper accogliere il messaggio del profeta Gesù, di cui, a Natale, celebriamo il ricordo del suo passaggio terreno, il messaggio è la sua stretta di mano, che possiamo sperimentare nelle nostre fragilità. C’è sempre, nella vita, la mano amica, invisibile di Dio, che si rende visibile da colui che ti è accanto. Il Natale ci invita pure ad uscire dalle nostre sicurezze per tendere la mano a chi sta per perdere la vita nelle acque bellicose dei mari nel mondo. Possiamo dire che tutti noi siamo dei Pietro bisognosi di una mano fraterna che chinandosi ti aiuta ad alzarti. Il senso del vivere comune sono le mani tese per chiedere e per donare aiuto, non importa se grandi o piccole, è sufficiente che ci siano, perché quando manca la presa di una mano, vi è una perdita, ma Gesù è venuto perché nulla vada perduto.
Il Natale è rinascere ogni giorno in novità di spirito, ecco come.
Chiedete la forza dello Spirito e il Padre mio ve la darà, è l’invito di Gesù. La paura della morte testimonia che siamo fatti per la vita e non per la morte, la nostra ignoranza, la nostra non conoscenza ci limita, ci nasconde il nostro meraviglioso destino che è di vivere per sempre. Ogni giorno apriamo gli occhi per godere della luce del sole che ci può caricare della sua energia ed essere dei minuscoli raggi di sole che propagano la sua luce, il suo calore. Questo è il Natale che ha incendiato il mondo di un fuoco che per quanto l’uomo cerchi di spegnerlo con acque minacciose c’è sempre chi lo sa ravvivare e propagare, è lo Spirito di Dio che tutto rinnova nell’uomo. Gesù nasce per dirci che rinascere è un nostro diritto e dovere, è nostra responsabilità.
Momenti di riflessione e di preghiera
Padre nostro, non sei più solo il Padre di Gesù di Nazareth, ma sei anche il nostro e non solo Padre, anche Madre.
Come ti sei rivelato a Gesù perché ti conoscesse, così lo sia anche per noi.
E’ nel suo messaggio la nostra conoscenza di Te.
E’ nel ricordo della sua esistenza, di come si è sentito tuo figlio, di come Ti ha testimoniato con la sua vita fino ad essere ucciso dai potenti sulla croce.
Una morte per farci collaboratori del tuo regno, e far sì che la tua parola porti a compimento la tua volontà, qui sulla terra, per cui l’hai mandata.
E’ nella nostra quotidianità dove santifichiamo il tuo nome e riceviamo il tuo pane.
Un pane non solo per il corpo, ma anche per lo spirito.
Un pane da condividere con Te e con i nostri simili.
Una condivisione che annulli le divisioni, che mitighi i dissensi, che trasformi l’odio in amore per lasciar spazio al perdono vicendevole, e così sentirsi perdonati.
Il padre del figlio prodigo, donandogli l’eredità, non ha messo alla prova il comportamento del figlio, così neppure la sua paternità mette alla prova, anzi da Te riceviamo l’aiuto nelle nostre fragilità e nelle disavventure che la vita ci presenta.
Solo Tu sei l’Amore che dona senza misura, senza condizioni, perché solo così ci aiuti a liberarci dai nostri limiti, nell’essere amati così come siamo, per sentirci amati da Te.
ALL' ESISTENTE
Tu sei l'Esistente, generi tutta la vita.
Tu non hai orecchi, ma percepisci ogni nostro anelito.
Tu non hai occhi, ma scruti il nostro abisso.
Tu non hai bocca, ma parli alla nostra coscienza.
Tu non hai mani, ma modelli ogni forma di vita.
Tu non hai piedi, ma fai scorrere il tempo.
Tu non hai cuore, ma ti doni senza limiti.
Tu sei la Verità, non sei contraddizione, sei legato alla tua parola.
Tu ci hai dato una mente per pensarti, cercarti e conoscerti.
Tu ci hai dato occhi per scorgerti nella vita.
Tu ci hai dato le mani, per collaborare con Te.
Tu ci hai dato i piedi per camminare con te, sulle strade del mondo.
Tu ci hai dato orecchi per percepire i tuoi sussurri.
Tu ci hai dato un cuore per amarti nella vita.
Per questo ci hai reso liberi.
(Per la Cdb di Pinerolo di Via Città di Gap, Luigino, 21 dicembre 2