DIO CHE SORRIDI…
P. Saluto all’assemblea.
G. Benediciamo Dio con un momento di silenzio e ringraziamoLo del dono di questo
incontro.
G. Benedetto sei Tu, o Dio che accogli sempre.
T. Donaci una vera disponibilità alla conversione.
Anche stamattina vogliamo ascoltarci gli uni le altre,
per imparare insieme a camminare sulle Tue vie.
G. Metti tanta fede nella nostra vita.
T. E tanta vita nella nostra fede.
G. Davanti a Te, o Madre della vita, stanno i nostri giorni,
le nostre speranze, le nostre lotte, i nostri affetti e i nostri limiti.
T. Con il Tuo calore aiutaci a far sbocciare il fiore della nostra vita,
perché assaporiamo il profumo della felicità
e possiamo spargerne i petali attorno a noi.
Vogliamo fare nostro il Tuo sogno di giustizia.
LETTURE BIBLICHE
Atti 27, 13-22 e 33 - 44
13 Appena cominciò a soffiare un leggero scirocco, convinti di potere ormai realizzare il progetto, levarono le ancore e costeggiavano da vicino Creta. 14 Ma dopo non molto tempo si scatenò contro l'isola un vento d'uragano, detto allora «Euroaquilone». 15 La tua nave fu travolta nel turbine e, non potendo più resistere al vento, abbandonati in sua balìa, andavamo alla deriva. 16 Mentre passavamo sotto un isolotto chiamato Càudas, a fatica riuscimmo a padroneggiare la scialuppa; 17 la tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per fasciare di gòmene la nave. Quindi, per timore di finire incagliati nelle Sirti, calarono il galleggiante e si andava così alla deriva. 18 Sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; 19 il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l'attrezzatura della nave. 20 Da vari giorni non comparivano più né sole, né stelle e la violenta tempesta continuava a infuriare, per cui ogni speranza di salvarci sembrava ormai perduta.
21 Da molto tempo non si mangiava, quando Paolo, alzatosi in mezzo a loro, disse: «Sarebbe stato bene, o uomini, dar retta a me e non salpare da Creta; avreste evitato questo pericolo e questo danno. 22 Tuttavia ora vi esorto a non perdervi di coraggio, perché non ci sarà alcuna perdita di vite in mezzo a voi, ma solo della nave. (……) 33 Finché non spuntò il giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo: «Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell'attesa, senza prender nulla. 34 Per questo vi esorto a prender cibo; è necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto». 35 Ciò detto, prese il pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare. 36 Tutti si sentirono rianimati, e anch'essi presero cibo. 37 Eravamo complessivamente sulla nave duecentosettantasei persone. 38 Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. 39 Fattosi giorno non riuscivano a riconoscere quella terra, ma notarono un'insenatura con spiaggia e decisero, se possibile, di spingere la nave verso di essa. 40 Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare; al tempo stesso allentarono i legami dei timoni e spiegata al vento la vela maestra, mossero verso la spiaggia. 41 Ma incapparono in una secca e la nave vi si incagliò; mentre la prua arenata rimaneva immobile, la poppa minacciava di sfasciarsi sotto la violenza delle onde. 42 I soldati pensarono allora di uccidere i prigionieri, perché nessuno sfuggisse gettandosi a nuoto, 43 ma il centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo progetto; diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano nuotare e raggiunsero la terra; 44 poi gli altri, chi su tavole, chi su altri rottami della nave. E così tutti poterono mettersi in salvo a terra.
PREDICAZIONE
La decisione di partire e riprendere il lungo viaggio verso Roma si è presto dimostrata un illusione perché “subito si scatenò un vento di uragano”. (Euroaquilone – vento da nord) un uragano che indica il cambio di direzione dei venti. Un vento che spinge la nave in mare aperto, che trascina via e non c’è altra soluzione che lasciar andare la nave alla deriva.
Con queste condizioni, per evitare di finire rovesciati in mare bisognava prendere alcune misure di sicurezza. Bisognava ricorrere a delle manovre. Per non stare in balia delle onde i marinai dovettero fare delle azioni mirate.
“Rallentare la corsa”: Per evitare che la nave venga spinta nei banchi di sabbia sfasciandosi i marinai devono calare l’ancora galleggiante per rallentare la corsa.
“Alleggerire il carico della nave”: Lanciare in mare parte delle attrezzature della nave e parte delle scorte di cibo per alleggerire il carico.
“Fermare la navigazione durante la notte”: Per evitare che la nave, in mancanza di visibilità, vada a sbattere negli scogli davanti alla terraferma.
Mentre i marinai fanno tutte queste manovre, Paolo si preoccupa di rassicurare i viaggiatori che sono con lui sul la nave. Luca riferisce di un gesto preciso: Paolo “viene nel mezzo, davanti a tutti ” e rassicura coloro che viaggiano con lui sulla nave dicendo che “nessuno perderà la vita”. Paolo ha la percezione che andrà così perché nella notte un angelo di Dio lo rassicura dicendo di “non temere”. Paolo, che aveva fede in Dio, trasmette fiducia e coraggio a coloro che viaggiano con lui ed è pronto a credere che si salveranno.
Sembra essere sicuro della loro la salvezza come Gesù, nei racconti di tempeste nei vangeli è sicuro della salvezza dei discepoli. Grazie anche alla sua esperienza di navigatore Paolo crede che si salveranno. “La nave andrà persa ma nessuno morirà”. Paolo ha la funzione di prendersi cura dei passeggeri e li esorta a “mangiare per acquisire le forze necessarie” dopo diversi giorni di digiuno.
Infine, quando, nella baia vicino a Malta, la prua della nave si pianta nell’argilla e la nave viene distrutta dalle onde, i viaggiatori, se vorranno salvarsi dovranno “aggrapparsi ai rottami della nave” per raggiungere la terraferma.
Bellissime metafore. Azioni da mettere in atto durante le tempeste che incontriamo nel viaggio della vita. Tutti prima o poi dobbiamo fare i conti con dei problemi che ci sconvolgono la vita. (Problemi di salute... paure... preoccupazioni...).
Se lo leggiamo in senso simbolico questo racconto suggerisce per es. di fermarsi quando c’è il buio, quando non c’è una visione chiara delle cose. Quando non è chiaro che scelte fare, che decisione prendere, fermarsi ed attendere che le cose diventino più chiare.
Alleggerire il carico di stress o di lavoro, carico di pensieri negativi o di paure. Alleggerire da qualsiasi cosa possa appesantire e rendere faticoso il viaggio della vita in un determinato momento.
Ancorarsi a qualcosa di stabile. Ancorarsi a qualcosa di importante per contrastare la deriva e stare in relazione con qualcuno che sproni alla fiducia.
Pensiamo al ruolo che ha avuto Paolo in questo episodio o a Gesù che sempre spronava alla fiducia le persone che incontrava.
INTERVENTI LIBERI
1. Nel fragore delle guerre noi continuiamo a guardare a Te,
Dio che ci inviti a fare tutta la nostra parte
“fuori del tempio”, nelle vie del mondo, oggi, non domani.
2. Accogliendo la Tua parola nel profondo di noi,
vogliamo risvegliare le energie che giacciono inutilizzate,
quel seme di profezia che deve farsi albero.
1. Dio, più solare del sole, più caldo del fuoco!
Insegnami a cercarTi tra le stelle e nella polvere;
insegnami a vederTi in chi ride e in chi piange.
2. Tu guardi anche a me, piccola, fragile creatura d’argilla:
mi hai dato un nome e mi apri un sentiero di vita.
Voglio imparare dai cammini diversi dai miei.
G. Insegnaci l’audacia e l’umiltà che sono necessarie
per proseguire nel mondo l’opera delle Tue mani,
per continuare nel tempo la Tua creazione.
MEMORIA DELLA CENA
T. Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Egli era ben consapevole della congiura che si stava organizzando contro di lui e il suo cuore faceva i conti con la paura. Voleva lasciare ai suoi amici e alle sue amiche,in quella sera e in quella cena di intimità, qualcosa di più di un ricordo, di un segno. Sulla mensa c’erano pane e vino. Gesù alzò gli occhi al cielo e, dopoaver benedetto il nome santo di Dio, prese il pane, lo spezzò, lo divise dicendo:“Prendete e mangiate. Questo pane condiviso sia per voi il segno della mia vita. Quando farete questo, lo farete in memoria di me, di ciò che ho fatto e detto”. Poi prese la coppa del vino e disse: “Questo calice sia per voi il segno di un’amicizia che Dio continuamente rinnova con tutta l’umanità, con tutto il creato”.
P. PREGHIERA di CONDIVISIONE
COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
G. Lode a Te, Dio di tutto il creato.
Non tramonti mai il Tuo sorriso
sull’opera delle Tue e delle nostre mani.
Ines Rosso Comunità di via città di Gap
Pinerolo 28/01/2024