giovedì 11 gennaio 2024

DA CONFRONTI

 da Confronti di febbraio 2022

INDIA
La Corte suprema interviene sull'hate speech contro i musulmani

Il 12 gennaio, la Corte suprema indiana ha annunciato che darà seguito a una petizione presentata dal giudice in pensione Anjana Prakash contro diversi leader religiosi hindu, accusati di incitazione all’odio contro i musulmani.
Stando a quanto denunciato dalle forze di polizia, a dicembre, durante una riunione nella città santa settentrionale di Haridwar, in Uttarakhand, i leader religiosi hanno invitato gli hindu ad armarsi per «un genocidio» contro i musulmani.
Lo Stato di Uttarakhand è governato dal partito nazionalista Bharatiya Janata Party (Bjp) del primo ministro Narendra Modi, la cui ascesa al potere nel 2014, e una rielezione schiacciante nel 2019, ha portato a un picco di attacchi contro i musulmani e altre minoranze religiose. I video dell'evento avevano scatenato l'indignazione della comunità, spingendo a delle richieste di azione. In una clip diventata virale, si poteva ascoltare un’oratrice affermare che non ci si dovrebbe preoccupare di andare in prigione per aver ucciso dei musulmani. «Anche se solo un centinaio di noi diventano soldati e ne uccidono due milioni, saremo vittoriosi... È solo avendo questo atteggiamento, che sarete in grado di proteggere il sanatana dharma [una forma integralista di induismo]», aveva affermato la donna.
Come riporta Al Jazeera, nella petizione il giudice Anjana Prakash ha dichiarato che i discorsi fatti alla congregazione dei leader religiosi hindu «rappresentano non solo una grave minaccia per l'unità e l'integrità del nostro Paese, ma mettono anche in pericolo la vita di milioni di cittadini musulmani». [AL]