venerdì 12 gennaio 2024

LENTAMENTE LA CHIESA DIVENTA MARGINALE ANCHE PER LE SUE POSIZIONI DEMENZIALI

Un boccone difficile da digerire per la chiesa è l'accettazione della sua progressiva marginalità. Non va per nulla ignorato il fatto che nel trascorrere dei secoli essa è diventata marginale, ma è stato un passaggio combattuto e accettato dal potere ecclesiastico.

Potremmo parlare di alcune marginalità: facciamo quella politica, la prima marginalità che è evidente. La chiesa infatti non è più la potenza, come nel XV secolo, internazionale capace di influenzare l'evoluzione del mondo, essa non ha una dottrina sociale e politica tale da riunire i credenti in movimenti capaci di agire nel mondo sul piano delle organizzazioni sindacali internazionali e nazionali.

La chiesa, è evidente particolarmente in quest'ultimo secolo, sembra assente o quasi ormai marginalizzata e impotente. Nessuna istituzione politica o internazionale costruirà più i suoi principi sulla fede in Dio e in Gesù Cristo. Ciò non vuol dire che la chiesa non sia usata qualche volta come un potere spirituale politicamente fruibile sul piano politico: c'è ancora chi dice "Dio, Patria e Famiglia".

Quindi la chiesa ha perso il primato politico, ed è chiaro che sul piano decisionale essa possiede poche carte da giocare.

Ma l'altra marginalità, che direi fa impressione, è anche nel campo del sapere. La chiesa è arrivata sempre fuori tempo, dalla ricerca di verità scientifica che polarizza tante energie e costituisce uno degli interessi più rilevanti e importanti nella contemporaneità, nella società. Mentre nella civiltà anche le iniziazioni religiose costituivano la chiave del sapere. Oggi l'uomo ha coscienza che la verità si scopre lentamente attraverso l'immenso sforzo laico di equipe di ricercatori e inoltre anche la verità e il senso della sua esistenza è veramente oggi un elemento che molti dati documentano: la marginalità scientifica.

La scienza si svincola dalla religione, la guarda anzi con il pregiudizio dell'oscurantismo; sul terreno ad esempio della psicanalisi, del femminismo siamo stati veramente gli ultimi ad accettare nella storia della scienza che, la bipolarità maschio e femmina non è l'unica maniera di essere persona umana.

Oggi noi parliamo perché la scienza ha elaborato nella ricerca e nell'ascolto la presenza maschile, femminile, queer superando, come già detto, l'assoluta bipolarità maschio e femmina.

Ma volevo dirvi che questa pubblica marginalità scientifica è anche etica per cui abbiamo accettato la parità delle donne e i loro diritti appena appena ora da pochi decenni.

Il potere e il denaro sono state le vere disgrazie della chiesa cattolica romana che lasciano traccia anche ora.

Al riguardo cito alcune espressioni deliranti di Papa Gregorio VII nel 1075, che scrisse e impose come verità assolute: ne cito qualcuna delle 23:

1° del Dictatus Papae: La chiesa romana è stata fondata da Dio solo.

2°: Che soltanto il Pontefice Romano è a buon diritto chiamato universale.

9°:Che tutti i principi devono baciare i piedi soltanto al papa.

11° : Che il suo titolo è unico al mondo.

12°: Che gli è lecito deporre l'imperatore.

19° : Che nessuno lo può giudicare.

23°: Che il Pontefice Romano, se ordinato dopo elezione canonica, è indubitabilmente santificato dai meriti del Beato Pietro...

Solo Giovanni Bosco sette secoli dopo è riuscito a superare Gregorio VII in "eresia" per non dire "fandonie teologiche".

Franco Barbero, Una fede da reinventare, Claudiana Ed., 1975, pgg. 20-21