Mauriziano premiato per le migliori cure del cuore
di Marta Borghese
È un 2024 che inizia sotto buoni auspici, quello dell'ospedale Mauriziano di Torino, appena riconosciuto tra le eccellenze italiane per la cura del cuore. Nella sua classifica di fine anno, infatti, l'Agenas, agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, lo ha individuato come secondo ospedale d'Italia per l'area cardiovascolare, unico in Piemonte di "livello di qualità alto", raggiunto in tutto da 17 nosocomi italiani. Un risultato che in largo Turati accolgono con soddisfazione, «quella di offrire un servizio di qualità alla salute pubblica, che è ciò in cui crediamo», commenta il direttore generale Maurizio Dall'Acqua, che intende condividere il merito «con tutti gli operatori della struttura», dai direttori della cardiologia Giuseppe Musumeci, del dipartimento chirurgico Andrea Gaggiano e della cardiochirurgia Paolo Centofanti, ai medici, gli infermieri e i tecnici emodinamisti.
A concorrere alla classifica è stata la valutazione di sei diversi indicatori, dal trattamento dell'infarto miocardico acuto alla riparazione di aneurisma non rotto dell'aorta addominale. Su 562 strutture esaminate, solo 55 ospedali si sono rivelati in possesso di tutti e sei gli indicatori calcolabili. Ne è emerso un centro di qualità molto alta (il Careggi di Firenze), seguito dal Mauriziano e poi dagli altri 16 ospedali di livello alto. «Il risultato dimostra come gli investimenti in professionalità e tecnologia paghino», conclude Dall'Acqua, che sottolinea come, anche in tempi di gravi carenze di personale, il Mauriziano si dimostri attrattivo, «con l'organico al completo e la capacità, grazie ai suoi professionisti, di fare un salto di qualità».
Proprio in quest'ottica, il Mauriziano è stato anche il primo ospedale in Piemonte ad impiegare una, anzi, due valvole aortiche di ultima generazione, applicate con successo a due pazienti della Cardiologia proprio prima di Natale. «Una tecnologia molto più sicura ed efficace per il paziente» spiega il direttore Giuseppe Musumeci. L'innovativa protesi aortica è stata impiantata mediante l'intervento cardiologico mini invasivo Tavi, impianto transcatetere di valvola aortica, che permette di sostituire la valvola aortica passando da un'arteria della gamba, senza necessità di intervento chirurgico, né di anestesia generale o riabilitazione. Una pratica in cui il Mauriziano è leader in Piemonte (274 interventi di questo tipo nel 2022) e terzo in Italia (preceduto dal Policlinico San Donato di Milano e dal Sant'Orsola di Bologna). Ma la tecnica, sottolinea Musumeci, «non è ancora sufficientemente diffusa».
Sono circa 900, infatti, gli interventi Tavi eseguiti ogni anno in Piemonte, a fronte di un fabbisogno che sfiora i 2000. Così si lavora in rete, con pazienti e cardiologi che arrivano al Mauriziano da Rivoli e Orbassano, ma anche da Aosta, Vercelli e Savigliano. I pazienti vengono curati e i medici si formano all'uso della procedura Tavi. Esporteranno questo tipo di intervento nei loro ospedali e questo, conclude Musumeci, «consentirà anche di abbattere le liste di attesa. Il futuro sarà anche nei centri che non dispongono di cardiochirurgia».