DIO DELLA GIOVINEZZA, DIO DELLA VECCHIAIA
Grazie: prima di tutto grazie e grazie.
Sei il Dio che in quei lontani giorni
della mia infanzia e della mia giovinezza
ha parlato al mio cuore di ragazzo
e mi ha affascinato oltre ogni misura.
Lentamente ho imparato ad ascoltarti
nel piccolo borgo dei giochi di infanzia,
Nelle semplici preghiere di mamma e papà,
in una famiglia in cui un pezzo di pane
era già un dono prezioso, straordinario.
E poi… che avventura questa piccola vita,
dove giorno dopo giorno, pur con fatica,
ho preso coscienza della Tua amorosa
compagnia.
Grazie degli uomini e delle donne
che ho incontrato nel lungo cammino:
in essi, in carne ed ossa, fragili come me,
ho riconosciuto i Tuoi angeli e i tuoi profeti.
Senza di loro mi sarei certo smarrito;
senza di loro forse sarei andato lontano
da Te, mio Dio e avrei dimenticato il Vangelo.
Grazie, Dio di tutto ciò che vive,
per il dono del ministero pastorale
che, nonostante tutti i miei limiti ed errori,
ha regalato alla mia piccola vita
una collina di fatiche e una montagna di gioie.
Grazie per l’amore della dolce Fiorentina;
grazie per ogni comunità che ho incontrato;
grazie per la Bibbia che leggiamo insieme;
grazie per l’amore che riusciamo a vivere.
E ancora grazie per la fiducia profonda
che la fede in Te regala alle nostre vite
e per quei piccoli segni di solidarietà
che cerchiamo di seminare giorno dopo giorno.
Grazie anche, o Dio, per questa vecchiaia,
per i giorni contati che mi restano.
Li metto nelle Tue mani, fiducioso,
sicuro che mi accompagnerai e mi accoglierai
in quel porto in cui aspetti tutte le Tue
creature.
Franco Barbero