Che cosa cercate?
Saluto all’assemblea
T.
Grazie, o Dio, perché ci hai donato questo giorno, con la sua luce,
le sue ombre, il pane che ci nutre.
Grazie per questa ora di
festa e di condivisione.
Dio amoroso e misericordioso guidami, accompagnami nei miei giorni, affinché io compia la Tua volontà. Correrò come un cervo verso la fonte, volerò come un’aquila nel cielo, perché mi sarà dolce la Tua amicizia, molto più dolce di un favo di miele.
2 - Tu sei la stella del mio cammino, Tu sei la roccia della mia vita.
Ho bisogno del Tuo calore per vivere e del Tuo perdono per rigenerarmi.
Se non darò ascolto alla Tua voce, mi perderò nelle praterie della morte,
scivolerò nei sentieri scoscesi del nulla.
Silenzio
LETTURE
BIBLICHE
Isaia
2, 3 – 5
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite,
saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di
Giacobbe,
perché ci indichi le sue vie
e possiamo camminare
per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da
Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le
genti
e sarà arbitro fra molti popoli.
Forgeranno le loro
spade in vomeri,
le loro lance in falci;
un popolo non alzerà
più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno più
nell'arte della guerra.
Casa di Giacobbe, vieni,
camminiamo
nella luce del Signore.
Giovanni 1, 35-42
In quel tempo, ³⁵Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli ³⁶e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». ³⁷E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. ³⁸Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». ³⁹Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Riflessione
Questo brano ci presenta l’inizio della vita pubblica di Gesù. Si stanno raccogliendo intorno a lui delle persone ed egli incontra i suoi primi discepoli. La scena ci mostra da un lato Giovanni, il maestro di Gesù, che lo guarda passare e lo presenta quasi ufficialmente ai suoi discepoli come Agnello di Dio. I discepoli di Giovanni, dice il vangelo, ascoltano le parole del loro maestro e poi seguono Gesù.
Egli sembra percepire la presenza delle due persone che lo seguono. Questo momento mi ha fatto pensare all’episodio dell’Emorroissa o a quello di Zaccheo nascosto sull’albero.
In entrambi i casi Gesù nota che qualcosa sta succedendo vicino a lui: rileva un tocco particolare tra le spinte della gente che gli si sta accalcano o si accorge di qualcuno che lo osserva, nascosto tra i rami di un albero. Gesù immediatamente individua un bisogno o una timida richiesta provenire da persone specifiche. Egli non fa finta di niente, ma si ferma e si rivolge a quelle “Domande”.
Anche ora Gesù sente che qualcuno lo segue e dunque si volta, osserva e chiede a queste persone che cosa stiano cercando. La domanda è semplice e diretta, non ci sono discorsi o lunghe frasi. “Che cosa cercate?” I due discepoli rispondono alla domanda con un’altra domanda, la quale contiene però la loro risposta: “Rabbi, dove abiti?” Di nuovo un discorso diretto con il quale il racconto ci comunica l’urgenza di avere una risposta precisa. È una domanda all’apparenza semplice, che richiederebbe una risposta altrettanto semplice, un indirizzo, un’indicazione, invece Gesù risponde con un invito: venite e vedrete. Un piccolo dialogo che contiene una proposta di vita.
Questo è una scena estremamente importante tant’è che ne viene indicata con precisione anche l’ora: le quattro di pomeriggio. Certamente questa è un’immagine, la quale tuttavia ci fa capire come per quei discepoli proprio quel momento abbia rappresentano un punto fondamentale nella loro vita.
La domanda iniziale di Gesù è profonda: che cosa cercate?
La stessa domanda possiamo porla a noi stessi, che cosa cerchiamo nella nostra fede? Quali sono i nostri bisogni e quali le nostre aspettative impegnandoci in un cammino di fede?
Cercare in noi è un’operazione necessaria, che ci porta a scavare nel nostro intimo per ascoltarci e guardare le nostre risposte, misurarci con esse e trovare la strada.
In un contesto sociale dove i rapporti personali spesso sono scanditi dalla ricerca di un proprio tornaconto, che cosa ricerchiamo camminando dietro a Gesù? Un benessere interiore? Un autocompiacimento per le azioni “buone” che compiamo? La soluzione ai nostri problemi?
Il Rabbi ci invita ad andare a vedere e scoprire così quale sia la sua casa, a metterci in cammino ed a compiere un gesto concreto che ci coinvolga personalmente.
La sequela è una sperimentazione che porta la nostra personale impronta, è una casa prima di tutto da cercare, da scegliere e poi da abitare insieme agli altri.
Sul faticoso cammino alla ricerca di una fede adulta procediamo spesso tentennando e retrocedendo, nel timore che giungano le nostre “quattro del pomeriggio”.
Con noi abbiamo un Dio fedele, che cammina al nostro fianco, che ci assiste e ci sprona quando cadiamo, offrendoci sempre la sua casa.
LIBERI INTERVENTI
O Dio, cercaci quando ci perdiamo per svogliatezza o sonnolenza, quando ci inoltriamo stoltamente in vicoli ciechi. Sostienici quando viviamo le quattro del pomeriggio del tuo invito
Tu sai attenderci quando il nostro passo si fa lento. Sai aspettarci quando il nostro piede vacilla.
Sei ancora lì anche quando ogni treno è passato…
Tu cammini con noi quando il cuore canta. Tu canti con noi le più belle canzoni della vita.
Tu sorridi con noi dentro i nostri sorrisi.
Tu conosci, o Dio vicino, il sapore delle nostre lacrime e il peso schiacciante dei nostri sforzi falliti.
Tu ci perdoni quando noi non ci perdoniamo.
MEMORIA
DELLA CENA
T. Egli, dopo aver alzato gli occhi a Te, Dio dal quale proviene ogni dono, sciolse il suo cuore in parole di lode al Tuo nome e Ti glorificò. Le sue mani divisero il pane tra quegli uomini e quelle donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea. “Prendete – disse – e mangiatene tutti. Questa è tutta la mia vita: dare gloria a Dio e condividere ogni bene che Egli ci ha dato. Se farete questo, allora davvero vi ricorderete di me, porterete la memoria di me nel mondo”. Poi prese la coppa del vino e di nuovo alzò gli occhi e il cuore in un inno di lode a Te, o Dio suo, e disse: “La mia vita è stata messa a disposizione fino al sangue, senza tirarmi indietro. Fate anche voi così: siate disponibili a condividere. Il ricordo di me vi spinga alla disponibilità”.
P. PREGHIERA
DI CONDIVISIONE
Preghiere
spontanee
1 - O Dio di Gesù accompagnaci nella nostra ricerca di Te. Fa che ci poniamo con sincerità la domanda che Gesù ha rivolto ai due discepoli: Che cosa cerchiamo?
2 - Signore la tua casa è aperta a tutti e tu abiti dove abitano i più soli e i più sofferenti. Fa che non ci spaventi la scoperta di una fede fatta di condivisione e resta al nostro fianco quando tentenniamo e ci tiriamo indietro.
T. Sappiamo che ciò che conta è la giustizia, la solidarietà, l’amore, il rispetto reciproco: eppure i nostri occhi guardano altrove;
o Dio, abbi pietà di noi, delle nostre indecisioni e delle nostre paure. Fa’ che apriamo i nostri cuori a Te,
ai fratelli e alle sorelle; concedici la capacità di rinascere ogni volta che Tu ce lo chiedi
Padre nostro
Benedizione finale
A
chi Ti cerca
Concedi, o Padre, a chi cerca amore e giustizia di vedere un giorno spuntare un mondo nuovo.
Che nessun uomo e nessuna donna di buona volontà siano abbandonati nella disperazione e nella sfiducia.
Che nessuno cessi di costruire il mondo nuovo.
Chi ha messo mano all'aratro, come disse Gesù, non si volti più indietro.
Ogni giorno della nostra vita, o Padre, sia pieno di giustizia e di fiducia in Te.
Solo così possiamo portare qualche granello di libertà e di giustizia in questo mondo in cui prevalgono la prepotenza e la divisione.
Tratto da Fate Festa, Franco Barbero 1977.
Per la comunità di Base di Via Citta di Gap, Pinerolo
Manuela Brussino
18.02.2024