Non più così vicino, non del tutto lontano
A volte temo che tu non sia più qui.
Ma io so che siamo gocce di pioggia
che in un attimo scompaiono
alimentando nuova vita.
Noi non apparteniamo al nostro corpo.
Saluto all’assemblea
G. Anche oggi siamo qui. Siamo felici di ritrovarci e di parlarci, ascoltarci, pregare insieme. Non è uno stanco ripetersi di un rituale vuoto. Al contrario è la celebrazione gioiosa dell’incontro, della condivisione, dell’amore che realizzano passo dopo passo il sogno di Dio.
1. Ho pianto perché credevo di averti perduto. Poi ho ricordato che non sono solo. Adesso tu sei una parte di me.
2. Quando abbraccio nuove compagne di cammino io regalo anche la parte di me che tu mi hai donato.
1.Non posso rimpiangere il tuo sguardo, perché vedo il mondo anche coi tuoi occhi.
2. Sei una parte così importante di me, che ti diffondo per il mondo ad ogni incontro, ad ogni incrocio del mio sentiero con quello di altre persone in cammino.
Una pausa di silenzio
Lettura biblica
11Maria invece stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!».
Una riflessione
La nostra vita, vista da lontano, sembra una traccia curvilinea e smussata. I cambi di direzione sono pochi e corrispondono alle nostre scelte più importanti. Se ci avviciniamo ed osserviamo attentamente i singoli tratti di quel tracciato, ci accorgiamo che non sono smussati, ma sono pieni di oscillazioni. Ognuna è una scelta.
In realtà la nostra vita è costellata di scelte. Non sono eventi straordinari e non richiedono miracoli. Le scelte sono la maniera in cui continuamente costruiamo il nostro percorso. Le scelte non sono prove di eroismo, sono i singoli passi che, sommati, ci portano lontano.
I nostri percorsi individuali si incrociano con quelli di tante altre persone. Alle volte camminiamo insieme per lunghi tratti, tracciando linee parallele. Tutto questo ha delle consequenze. La prossima curva del nostro percorso risentirà di tutti gli incontri precedenti e ci condurrà a nuovi incontri, che ci arricchiranno e segneranno la nostra strada più avanti. Anche noi doniamo ad ogni incontro un riflesso della complessa ricchezza interiore che costruiamo in cammino.
Non ci sono soltanto nuovi incontri e nuove esperienze di cammino insieme. Alle volte i percorsi si separano. Le separazioni inevitabilmente provocano un senso perdita e di smarrimento. Questi sono momenti in cui dobbiamo cambiare direzione, fare una scelta. La conversione, la scelta di fede è riconoscere che ogni compagno di cammino è diventato parte di noi. Passo dopo passo, incontro dopo incontro ci regaliamo reciprocamente. Così noi cresciamo ed arricchiamo il mondo. Così facciamo entrare continuamente Dio nel mondo.
Noi ci costruiamo insieme. Non siamo fatti soltanto di noi stessi.
Interventi liberi
1. La tua parola ha il volto delle persone che incontriamo, di quelle che salutiamo separandoci con tristezza, di quelle che ritroviamo con gioia. Acuisci la nostra sensibilità perché impariamo a udirla ed a farla risuonare nelle nostre azioni quotidiane e nelle nostre scelte.
2. Il mondo che costruiamo passo dopo passo ha l’impronta delle tue mani, il riflesso dei tuoi colori ed il suono della tua voce. È fatto di ciò che raccogliamo per la strada e che ci regaliamo gli uni alle altre con semplicità, trasformando continuamente la realtà.
3. Non è facile stabilire quanto esisterebbe, del mondo che si apre al nostro sguardo e che costruiamo con le nostre mani e con i nostri abbracci, se non ci fossimo amati, se non avessimo raccolto e alimentato la scintilla originaria che è un riflesso di te.
Una pausa di silenzio
Memoria della cena
G. O Dio, noi vediamo con chiarezza un riflesso di te nella
esperienza di Gesù; uomo di fede che si è dedicato senza
risparmiarsi alla realizzazione tuo sogno e ha tentato di viverlo
e trasmetterlo con tutte le sue forze. Dio della vita, quando
facciamo insieme memoria dell’ultimo pasto che Gesù mangiò
con i suoi amici e le sue amiche, diventiamo più consapevoli
del significato di quel pane e di quel vino condivisi. "Prendete
e mangiate: fate questo per non dimenticarvi di me..."
"Prendete e bevete: questo vi serva per ricordarvi di me, della
mia vita, del sogno di Dio che ho cercato di vivere”.
P. Preghiera di condivisione
Comunione
Una pausa di silenzio
Preghiere spontanee
Padre nostro
Avvisi e saluto finale
Ho pensato per un attimo
che il filo che ci ha tenuti uniti
si fosse spezzato.
Non era un filo;
è diventata una parte di noi
e non potrà mai spezzarsi,
anche se i tuoi occhi,
adesso, non li vedo.
Per la Comunità Cristiana di Base di via città di Gap – Pinerolo
Sergio Speziale, 11 febbraio 2024