In questi giorni ho scritto una lettera alle comunità con cui cammino da tanti anni , Pinerolo, Piossasco, Rivalta e Torino.
In questa lettera c'è innanzitutto una riflessione di lunghi anni e sovente manifestata a piccoli gruppi . Dopo la morte, vi raccomando, cara Fiorentina e comunità varie : non fermatevi ad esprimere il vostro dolore anche e soprattutto in riti funerei. La mia concezione è che la morte ci porti il dolore della separazione dalle persone con cui hai fatto comunità e tante piccole altre cose .Per me sarà un dolore che solo Dio e gli amici e amiche potranno aiutarmi ad affrontare la mia separazione da Fiorentina. Pochi di voi forse possono rendersi conto della persona e dell'impegno e dell'amore che Fiorentina ha donato a me e alla comunità.
Vorrei svolgere una riflessione teologica fondamentale: ecco perché la parola funerale non sottolinea abbastanza la realtà della morte: essa è un commiato, in certi casi il commiato esprime le due dimensioni nello stesso tempo: se da una parte non nega il dolore, dall'altra conferma la fede nel fatto che, come solo Dio sa, ci reincontreremo. Ho bisogno di un incontro intercomunitario per preparare la celebrazione del mio commiato che vorrei fuori da ogni struttura religiosa e dando spazio a qualche lettura biblica e ad un breve commento che serva a merttere in luce non una piccola persona come me , ma il cammino di Gesù che Dio ci dona la grazia di compiere insieme.
Un saluto e un abbraccio a tutti e tutte . Stabiliamo la data di questo momento preparatorio, sperando di avere ancora un po' di tempo da camminare con voi.
Franco Barbero, 27 febbraio 2024,
0121/72857