"GUERRA CON LA RUSSIA"
EUROPA & USA PRONTI,
RIARMO E ALTRE MISSIONI
Non solo l'Italia
La difesa pensa a 10 mila riservisti, Londra a cittadini addestrati. E dopo l'allarme tedesco, Svezia e Finlandia si riarmano.
Nelle ultime settimane una serie di leader politici e militari europei si sono allineati su una nuova linea bellicista in funzione anti-russa. Il 19 gennaio la Svezia, la cui entrata nella Nato è imminente, ha introdotto una forma di servizio militare che prevede addestramento in caso di guerra chimica, batteriologica e nucleare: il prossimo anno saranno chiamati circa 100 mila giovani. All'inizio del mese, a una conferenza sulla sicurezza nazionale, Carl-Oskar Bohlin, ministro della Difesa civile, ha annunciato: "Potrebbe esserci una guerra in Svezia". La vicina Finlandia, la cui sicurezza e politica estera è largamente determinata dalla confinante Russia, è in grado di mobilitare un esercito di riservisti in pochi giorni. La scorsa settimana il capo del comitato militare della Nato l'ammiraglio Rob Bauer dei Paesi Bassi, ha avvertito della possibilità di una guerra con la Russia nei prossimi 20 anni, in cui "sarà coinvolta l'intera società, che ci piaccia o no".
Il ministro della Difesa della Germania, Boris Pistorius, gli ha fatto eco suggerendo tempi più stretti: tra cinque e otto anni.
Il 16 gennaio il tabloid tedesco Bild rivelava l'esistenza di un piano dettagliato delle forze armate in caso di conflitto fra Mosca e la Nato. che scoppierebbe nell'agosto 2025, con 300 mila soldati dell'alleanza atlantica contro 200 mila nuovi coscritti russi.
QUESTA SETTIMANA il capo dell'esercito del Regno Unito, il Generale Peter Sanders, ha dichiarato che non siamo più una società post, ma prebellica, e ha fatto appello alle autorità perché preparino i cittadini alla guerra: non ha chiesto un ritorno alla leva obbligatoria ma ha evocato la necessità di preparare un esercito di riservisti addestrati che possano andare volontari al fronte. Un discorso non concordato con Downing Street, che ne ha preso le distanze: ma quasi in contemporanea il ministero della Difesa, Grant Shapp, ha mandato un messaggio simile, dicendo che il Regno deve prepararsi alla guerra, anche se ha negato ci siano piani per una coscrizione obbligatoria. Il capo della Marina degli Stati Uniti Carlos Del Toro ha commentato che è "molto importante" che Londra investa nella sue forze armate, viste le tensioni con la Russia e gli Houthi in Yemen. Ieri la rivelazione del Telegraph, che ha potuto visionare documenti del Pentagono: gli Usa avrebbero intenzione di piazzare armi nucleari nel Regno Unito, in funzione antirussa, 15 anni dopo averle rimosse. E poi l'lItalia, con il ministro della Difesa Guido Crosetto che da novembre parla della necessità di un esercito di riservisti"per prepararsi a qualsiasi eventualità' e sta lavorando all'introduzione, entro due anni e previo passaggio parlamentare, di una riserva ausiliaria dello Stato da 10 mila soldati. L'Italia, a suo modo, si prepara. E non è un caso che nel giorno in cui il Fatto riferisce i dubbi del ministro Crosetto sulle missioni nel Mar Rosso, dalla Farnesina Antonio Tajani precisa la natura europea delle operazioni: "La missione Ue nel Mar Rosso è un passo in più in direzione di una politica estera comune- assicura a Radio 24-L'Ue ha già una missione importante, la Atalanta, che opera nel sud del Mar Rosso e protegge i mercantili. C'è una seconda missione Ue che opera nello Stretto di Hormuz.Abbiamo deciso di allargare questa missione fino a Suez per proteggere le navi in maniera attiva. Siamo parte dell'Ue e lavoriamo in sintonia". Il riferimento non è scontato. Dal ministero sottolineano che Tajani già nei giorni scorsi aveva precisato l'autonomia di Bruxelles rispetto a Washington: "La difesa da parte americana è legittima per quanto riguarda la sicurezza delle loro navi - era stata la posizione espressa nei primi giorni della crisi – Però l'Italia non può partecipare a missioni di guerra senza l'approvazione del Parlamento".
Insomma Tajani ne fa una questione solo europea, posizione che ribadirà in Parlamento martedì, due giorni prima dell'audizione di Crosetto in commissione Difesa.E chissà se i due terranno la stessa linea.
(Sabrina Provenzani, Il Fatto quotidiano, 28 gennaio 2024)