domenica 11 febbraio 2024

PROTESTE DEGLI AGRICOLTORI : SMORZATE DA UNA PROPOSTA EUROPEA DI REINTRODUZIONE DEI PESTICIDI

 EU e Meloni placano agricoltori col via libera uso pesticidi


08.02.24 - Natale Salvo-Pressenza

« Giorgia Meloni dall’aereo Roma-Tokyo: “E’ una vittoria anche italiana l’annuncio della Commissione europea del ritiro della proposta legislativa sui pesticidi” ». Così, con euforia, Il Foglio commenta la notizia che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che « ritirerà la sua proposta sulla riduzione dei pesticidi » in agricoltura.
Con quest’azione si pensa di arrestare le proteste degli agricoltori europei che in verità lamentano ben altro: di essere costretti a vendere il prodotto a prezzi inferiori al costo e, di fatto, di ricavare utili solo grazie ai sussidi europei.
La Notizia commenta titolando in prima pagina il 7 febbraio: “L’UE s’è svenata con le armi a Kiev e per placare la rabbia degli agricoltori non gli resta che farci mangiare i pesticidi”, mentre in un editoriale scrive: « silenzio sui vari passi della filiera, quando la zucchina pagata due soldi ai produttori moltiplica il suo valore e arriva sulle nostre tavole a peso d’oro ». Perdono quindi i consumatori e gli ambientalisti che da tempo lottano contro l’uso del glifosato in agricoltura per i suoi rischi di cancerosità.
Nessun commento sui social, come spesso capita, da parte di Giuseppe Conte, Elly Schlein e il PD – che però il 22 gennaio hanno trovato modo di commemorare la scomparsa di Gigi Riva – sulla vicenda delle proteste degli agricoltori e sulla soluzione individuata.
Il testo della norma ritirata, spiega Reporterre, mirava a« ridurre l’uso di pesticidi del 50% entro il 2030, rispetto alla media per il periodo 2013-2017. L’uso dei prodotti più pericolosi doveva diminuire del 65% ».
In realtà, la norma era già stata boicottata dal Parlamento Europeo lo scorso 22 novembre quando sul “Regolamento europeo sulla riduzione dei pesticidi (SUR)” il testo ha ricevuto solo 207 voti a favore, ma 299 contrari e 121 astensioni. A bocciarla era stata la destra, le forze conservatrici e neoliberiste: « È un giorno nero per la biodiversità, per la qualità dell’acqua e per il futuro dei nostri figli », aveva commentato allora l’eurodeputato socialista Christophe Clergeau.

Nota: da non credere!