sabato 2 marzo 2024

MALDIVE

Torna la pena di morte

Il governo intende mettere fine alla moratoria sulle esecuzioni capitali osservata dagli anni Cinquanta.

Il 20 dicembre scorso il governo delle Maldive ha annunciato che intende ripristinare la pena di morte, ponendo fine alla moratoria sulle esecuzioni capitali osservata dagli anni Cinquanta. Le organizzazioni internazionali e nazionali per i diritti umani hanno sollevato serie preoccupazioni sull'applicazione della pena di morte alle Maldive.

«Preoccupazioni accentuate dalla storia di corruzione, politicizzazione e incapacità della magistratura maldiviana di garantire giustizia e responsabilità per i crimini del passato», ha affermato Human Rights Watch. Patricia Gossman, direttrice associata per l'Asia di Human Rights Watch, ha aggiunto: «Il presidente delle Maldive Mohamed Muizzu dovrebbe immediatamente annullare i piani del suo governo volti a ripristinare la pena di morte. Il sistema di giustizia penale maldiviano dovrebbe allinearsi alla tendenza globale verso l'abolizione di questa pratica crudele e disumana».

Le Maldive infatti non aderiscono al Patto internazionale sui diritti civili e politici (Iccpr) delle Nazioni Unite, che richiede l'impegno a rispettare i diritti civili e politici degli individui, compreso il diritto alla vita, la libertà di religione, la libertà di parola, la libertà di riunione, i diritti elettorali e il diritto a un giusto processo.

Secondo la Coalizione mondiale contro la pena di morte (Wcadp), composta da più di 60 organizzazioni impegnate nel campo dei diritti umani, associazioni legali, sindacati e autorità locali e regionali che lavorano per l'eliminazione della pena di morte in tutto il mondo, attualmente nelle Maldive sono 19 le persone condannate a morte e i metodi di esecuzione comprendono l'impiccagione e l'iniezione letale. Tuttavia, ha sottolineato il Wcadp, secondo le leggi attuali, il Paese non prevede la condanna a morte obbligatoria. [VB]

Confronti, febbraio 2024