domenica 3 marzo 2024

NUOVA ZELANDA

Sempre più maori si professano "atei"

In un recente studio diffuso dal giornale online The Conversation, le credenze religiose tra la popolazione cambiate in modo significativo negli ultimi due decenni. Il numero di maori che si identificano come "privi di religione" è infatti passato dal 36,5% al al 53,5% dal censimento del 2006 a quello del 2018. In particolare è l'affiliazione al Cristianesimo ad aver subito il maggior contraccolpo, passando dal 46.2%al 29,9%.

Se molte delle persone intervistate hanno motivato questo allontanamento a causa di una certa ipocrisia percepita tra i fedeli, l'immoralità dei leader religiosi e il ruolo della religione nel diffondere opinioni dannose sulle donne e sulle persone Lgbtg+, la maggioranza ha motivato il proprio rifiuto della religione come un'espressione di resistenza contro i sistemi di credenze coloniali.

Le risposte alle interviste, infatti, si mostrano in gran parte allineate ai movimenti anticoloniali, ai movimenti di protesta mnaori e al movimento femminista decoloniale.

Per la maggior parte dei partecipanti definirsi "ateo o atea" equivaleva alla mancanza di fede nell'esistenza di Dio e al rifiuto delle tradizioni monoteistiche, in particolare del Cristianesimo,senza necessariamente rifiutare la totalità delle "credenze soprannaturali". (CP)

(Confronti, Febbraio 2024)