EUCARESTIA DEL 14 APRILE 2024
DOPO LA RESURREZIONE DI GESÙ
ORA TOCCA A NOI!!
G. Grazie, O Dio, di questa opportunità di incontrarci e di
celebrare le tue lodi.
La celebrazione dell’Eucarestia sia per noi un momento di
ricarica e di Speranza.
Abbiamo letto nei gruppi biblici la storia delle prime
comunità cristiane, abbiamo avuto modo di confrontarci su
cosa significa oggi essere discepoli di Gesù di Nazareth. In
questa Eucarestia continueremo a riflettere su questo.
PER SORRIDERE ALLA VITA
Signore, attendiamo da Te il dono della gioia
per continuare a sorridere alla vita,
per vedere i fiori che nascono sui sentieri
e per scoprire le sorgenti di felicità e di speranza.
Signore, attendiamo da Te il dono della speranza
per saper camminare anche nelle notti più buie,
per assaporare l'alba che ci riporta il bacio del sole,
per credere che Tu ci vieni incontro dal futuro.
Signore, attendiamo da Te la mano amica e forte
che ci guidi sui sentieri dell'amore solidale,
che ci spinga a seminare sulla roccia
e a spargere nel vento,
che ci dia tanta voglia di costruire pezzi di felicità.
(Franco Barbero, Preghiere d’ogni giorno).
LETTURE BIBLICHE:
Lc 24,36-49
In quel tempo 36 mentre i discepoli parlavano, Gesù in
persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a
voi!». 37 Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un
fantasma. 38 Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e
perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39 Guardate le mie
mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate;
un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io
ho». 40 Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma
poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di
stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42 Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43 egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44 Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero
ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte
su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46 e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni. 49 Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».
PICCOLO COMMENTO
Come dicevo all’inizio di questa Eucarestia ho pensato di dedicarla a riflettere su cosa significa essere discepoli del Nazzareno.
I racconti della resurrezione ci ricordano che i discepoli e le
discepole hanno faticato molto a capire cosa fare dopo la morte del loro Maestro. Mancava a loro il sostegno, l’appoggio, colui che li incoraggiava a credere in Dio come ad un Padre buono.Sentivano piano piano che ora toccava a loro portare avanti il messaggio di Gesù e fare proprie le sue scelte di vita. Ma ciò li spaventava. Credo che le donne abbiano avuro un ruolo centrale nell’organizzazione delle prime comunità, visto che le case erano il luogo privilegiato dei loro incontri, oltre al tempio.
Mi pare che in questo brano, in poche righe, nel versetto 47 venga sintetizzato il compito dei discepoli: nel nome di Gesù predicare a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati.
E questo cosa significa?
Conversione significa cambiare rotta, modificare la direzione della propria vita, passare dal pensare solo a se stessi all’occuparsi anche delle altre persone, mettendo al primo posto chi è più sfortunato,
chi non conta nulla in questa società, come aveva fatto Gesù con gesti più che con parole.
Invece il perdono dei peccati cosa può significare?
Forse significa che ciascuno e ciascuna di noi abbandona l’immagine del Dio giudice severo che ci castiga in questa vita mandandoci ogni tipo di disgrazia e dopo la morte ci scaraventa all’inferno,lasciando posto nel proprio cuore all’immagine di un Padre/Madre buono e accogliente che ci tiene sempre per mano dandoci la forza di affrontare le difficoltà della vita e che alla nostra morte ci accoglierà solo come Lui/Lei sa.
Sentirsi figli e figlie amati ci permette di donare anche noi Amore e di perdonare chi ci ha ferito.
La Resurrezione è l’annuncio che la morte non è l’ultima parola sulla prigionia del male e della morte e che sta a noi compiere piccoli gesti di Risurrezione su questa terra, lasciando a Dio cosa succederà dopo la nostra morte.
Riflessioni e commenti comunitari
PREPARIAMOCI ALLO SPEZZARE IL PANE IN MEMORIA DI GESÙ
L: Sorelle e fratelli questo gesto dello spezzare il pane e
condividerlo è profezia di un mondo che ancora non c'è, che in molte molti sognamo e che siamo invitati a pensare realizzabile.
L'aria che tira non è la più favorevole ma siamo lo stesso chiamati almeno a provarci.
Quante persone in questo momento, apparentemente contro ogni regola di buon senso, stanno gettando reti, stanno spargendo semi.. E tutto senza perdere la speranza che qualcosa di positivo possa accadere.
Sorelle e fratelli mi piace pensare che ogni tanto tra queste persone sognatrici ci possiamo essere anche noi.
Vorrei chiedere alla Fonte della Vita la gioia di non essere troppo severi nel considerare le nostre imperfezioni e di accompagnarci alla ricerca di quello che ancora manca con la consapevolezza che mancherà sempre e comunque qualcosa. E che nulla sia per noi scontato, nel bene e nel male.
(Domenico Ghilardotti)
G. O Dio che ci sostieni sempre, fa’ che percepiamo la tua amorevole presenza. Se non avremo paura, ci lasceremo trasportare dal Tuo vento e compiendo piccoli gesti, spargeremo semi di Speranza e di giustizia.
Fiduciosi del tuo aiuto, spezziamo questo pane, come ci ha insegnato Gesù.
T. Gesù prese un pezzo di pane e dopo aver pronunciato la preghiera di benedizione, lo divise tra le persone presenti e disse: “Prendete e mangiatene, la mia vita è come questo pane, Dio mi ha aiutato a condividerla con le sorelle e i fratelli che ho incontrato, fate così anche voi”.
Poi prese una coppa di vino, lo fece passare tra loro dicendo: “Bevetene, come se questo fosse il mio sangue, il modo migliore per non dimenticarvi di me è che facciate come vi ho insegnato”.
Preghiera di condivisione
Padre Nostro
IN CAMMINO SEMPRE
Dio ha risuscitato Gesù:
annunciamo la lieta novella, sorelle e fratelli.
Gridiamolo con la nostra vita,
con il nostro impegno quotidiano.
Gesù è vivo: fidiamoci di Dio.
Gesù ha vissuto le beatitudini
perché si è fidato totalmente di Dio.
Le ha vissute nel quotidiano,
ha fatto sua la vita dei piccoli e delle piccole.
O Dio, Sorgente di amore,
aiutaci a metterci in cammino
sui sentieri aperti dal profeta di Nazaret
Tu puoi davvero cambiarci il cuore,
gli orizzonti, la vita.
(Franco Barbero, Preghiere d’ogni giorno)
G: Ora dedichiamo uno spazio alle nostre preghiere, leggendo
prima questa:
POSA LA TUA MANO SUL MIO CAPO
Signore, Tu sei l’infinito amore, sorgente di ogni vita,
di ogni bellezza e di ogni bontà:
da Te vengono e a Te ascendono tutte le cose.
Posa la tua mano sul mio capo, o Dio, perché il male
e il caos che sono in me, non mi travolgano.
Dacci pace con Te, o Dio, pace con le persone,
pace con noi stessi e liberaci dalla paura.
O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi; Tu che io non conosco,
ma cui appartengo, Tu che io non comprendo,
ma che costruisci il mio destino, fa che io segua fino in fondo
la via delle tue segnalazioni interiori in amore e pazienza,
in fedeltà e coraggio, in rettitudine e umiltà, in quiete.
Fa’ che io non disperi mai, perché sono sotto la tua mano
E in Te è ogni forza e bontà.
Nella tua mano, o Signore, ogni ora ha senso e grazia,
elevatezza, pace e consistenza.
Dammi puri sensi per vederti,
dammi umili sensi per udirti,
dammi sensi d’amore per servirti,
dammi sensi di fede perché io dimori salda in Te.
O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi, fa che ognuno ti veda anche in me.
(Dag Hammarskjold)
BENEDIZIONE FINALE
L. Non rassegnarsi, lottare
Non disperare, sperare
Non odiare, amare
Non calcolare, rischiare
Non servire i potenti ma i deboli
Non cedere, credere
Non ripetere, pensare
Non tacere, parlare
Non restare soli, pregare
Non intristire, godere l’amicizia
Non raziocinare senza passione d’amore,
lasciar parlare in noi anche poesia e profezia
Non chiudere confini, ma aprire gli spazi dello spirito,
che sono gli spazi dell’uomo inedito che è dentro di noi
e del Dio nascosto nel suo cuore.
(Enrico Peyretti)
(Per la CdB di pinerolo, Via Città di Gap, M.Grazia Bondesan)