Il binomio essenziale
Coloro tra noi che, proprio nel vivo del lavoro politico, pensano di non avere come cristiani niente da dire perché le parole di prima sono diventate mute, non potrebbero essere un segno, una indicazione, un tacito richiamo a concentrarsi sulle due uniche cose in cui oggi può consistere il cristianesimo (pregare e praticare la giustizia), perché è meglio tacere piuttosto che parlare a vuoto?
Pregare e praticare la giustizia; quale chiesa oserà fare per un tempo soltanto questo? Quale chiesa non diventerà impaziente e non vorrà forzare, anziché aspettare, i tempi di Dio? Pregare e praticare la giustizia: quale militante cristiano, quale gruppo di credenti rivoluzionari, riuscirà a vivere con uguale partecipazione e con uguale perseveranza l'una e l'altra delle due cose essenziali indicate da Bonhoeffer? Se questo avvenisse, se questo avverrà, quando questo avverrà, anche il problema della predicazione dell'evangelo nella lotta per il socialismo apparirà meno arduo da risolvere. Certo, le priorità indicate da Bonhoeffer sono da meditare: nella vita dei credenti e nella vita della chiesa è più inquietante l'assenza di preghiera che l'assenza di predicazione. La fede vive anche senza predicare ma non vive senza pregare.
Franco Barbero – Una fede da reinventare – Ed. Claudiana, 1975, pag. 117