lunedì 30 settembre 2024


Ecco la traduzione, preparata da Lorenzo Tommaselli, dell'articolo della teologa spagnola Emilia Robles, che è anche moglie di un prete, sulle "richieste aggiuntive di perdono oltre a quelle già preparate per il prossimo Sinodo".

_____________________________________________________________________________

Aggiungendo motivi alla memoria penitenziale del Sinodo
Emilia Robles


Sto leggendo le richieste di perdono che si faranno il prossimo 1 ottobre nella memoria penitenziale del Sinodo e me ne manca una che hanno espresso alcune chiese locali.

Sono stata in Brasile (non so nel 2005 o nel 2006) ad Embu das Artes, per partecipare all’Incontro annuale dei vescovi, incontro che ha visto la partecipazione di teologi e di teologhe. Eravamo in due in quanto coordinatrici di Proconcil.

Quando siamo entrate nella sala delle riunioni, stavano già facendo una preghiera. Lì c’erano molti vescovi del Brasile e di altre nazioni dell’America Latina (mi ricordo Messico ed Uruguay). Anche alcuni dalle Filippine. Non li si distingueva dal resto dei presenti per i loro vestiti. Alcuni indossavano un abito discreto, altri uno colorato, altri ancora erano in tuta e molti con scarpe sportive. Nel momento in cui siamo entrate, stavano in piedi, in atteggiamento orante e commosso dicendo qualcosa di simile:

«Chiediamo perdono ai nostri fratelli preti sposati. Promettiamo di lottare per questa causa e siamo stati vigliacchi, non ci abbiamo messo tutto l’impegno che avremmo dovuto…».

Sono rimasta così colpita da non poter ricordare come sia continuata la preghiera, ma oggi oso completarla per l’attuale incontro sinodale:

«Ti chiediamo perdono per tutte le comunità che per secoli non hanno potuto celebrare l’Eucaristia domenicale per mancanza di preti, secondo una norma di idoneità per l’esercizio del ministero (il celibato), che non proviene direttamente dal Vangelo, ma da una disciplina transitoria della Chiesa, disciplina che non siamo stati capaci di rivedere con coraggio fino ad oggi.

Ti chiediamo perdono perché abbiamo considerato un carisma gratuito e minoritario - come può essere un celibato vissuto secondo i “consigli evangelici” (e che non sempre si vive con questa gratuità, ma come norma imposta) – come un dono superiore al sacramento del matrimonio, che costituisce i celibi come un’aristocrazia o una casta eletta e riduce il matrimonio ad una via d’uscita per i meno puri, rafforzando l’idea del prete come “uomo sacro”, idea che impedisce di vivere in pienezza la sinodalità nella Chiesa.

Ti chiediamo perdono per tante donne nascoste nella clandestinità, che hanno avuto disonorata la loro dignità; per tanti figli non riconosciuti che sono cresciuti senza padre; per una così grande falsità nei confronti delle comunità che non sono stupide e si sono scandalizzate per la menzogna… per aver piegato tanto la coscienza dei preti che hanno sentito una doppia vocazione ed hanno dovuto compiere una scelta, a volte semplicemente quella che permetteva loro di guadagnarsi da vivere o hanno mantenuto doppie vite, con tutto quello che questo suppone per le coscienze.

Ti chiediamo perdono perché abbiamo detto ai nostri preti che dovevano scegliere tra “Dio e la donna”, come se la donna fosse la tentazione che li allontanava da Dio e non una vocazione genuina di relazione, alla quale Dio li chiamava a vivere in pienezza, senza dover rinunciare ad un’altra vocazione autentica.

Ti chiediamo perdono per tante madri e tanti padri di preti sposati che sono morti angosciati, pensando che i loro figli erano stati disertori o traditori nei confronti del piano di Dio e che forse sarebbero stati condannati per quello.

Ti chiediamo perdono per tante donne rifiutate dalle loro famiglie “politiche”, come “questa donnaccia che ha allontanato nostro figlio dalla via di Dio o della Chiesa”
».

Se capiamo che bisogna chiedere perdono per tutto questo, saremo sulla buona strada per vedere come un duplice ministero presbiterale, celibe e non celibe, senza «celibatocrazie», inserito nelle comunità ed al loro servizio, al servizio dell’Eucaristia, possa essere un bene necessario per una Chiesa che cerca di essere più fedele ed efficiente nella sua Missione. Ed insieme cercheremo i percorsi.

_______________________________________________________________________________

Articolo pubblicato il 27.9.2024 nel sito
www.eclesalia.net