Incontro con la Comunità di Saluzzo
Sono venuti/e nella sede della Comunità di via Città di Gap, sabato 30 novembre, una quindicina di fratelli e sorelle della Comunità cristiana di base di Saluzzo.
La gioia di vederci, di abbracciarci, di baciarci, di aggiornarci, aggiornarci su vita e salute, il vedere che siamo capaci di sorridere anche quando la giovinezza se n'è andata e brilla su altri volti, è stata grande. Ho ricevuto dalla "madre fondatrice" che ora abita a Torino per accudire due famiglie, delle efficaci e serene esortazioni: saggezza della vita e fede adulta vissuta con passione. Ma vedere i volti toccarli, abbracciare anche due volte è per me come una carezza dal cielo.
Io sono carnale e ho bisogno di toccare, accarezzare, guardare i volti, sentire le voci, vedere i sorrisi, sentire chi racconta vicende dolorose vissute con tanta fede. La presenza di persone che sono operaie del volontariato mi ha regalato una serata di fiducia.
Ho cercato nel breve tempo di 2 ore e 15 minuti di dare una qualche informazione sui 24 Concili lumeggiando la vicenda di Ario, i suoi fratelli e sorelle, perseguitati spesso fino alla morte perché non accettavano quello che i poteri imperiali e gerarchici imposero a Nicea nel 325 come verità di fede che Gesù è Dio.
Ho avuto il tempo di alludere all'imposizione del celibato dei preti, l'inferno, il purgatorio, la Trinità, la confessione, le lotte e le purghe a chi disobbediva.
Sta di fatto che da Nicea, il profeta e maestro di vita che fu Gesù, diventò Dio e la gerarchia del IV secolo lo impose come parte essenziale della fede…
Ci siamo soffermati sulle persone dissenzienti che nel secondo millennio furono perseguitate e sulla gerarchia che si credeva "in possesso di Dio".
Bastò ricordare Galileo Galilei del 1663 e il 1520 in cui Lutero fu definito il cinghiale che devasta la vigna.
E intanto prosperavano i sacramenti e la idiozia di cacciare all'inferno anche i piccoli, semmai con un inferno un po’ mitigato… E poi le indulgenze, i poteri papali, i peccati e la remissione.
Una serie di dogmi che qui non posso trovare lo spazio di elencare e che sono vere tragedie per le persone adulte e forniscono il passaggio dall'unico Dio, che Ario difese fino alla morte, alla Trinità e poi al Paradiso, purgatorio e inferno eterno.
Non so se ridere o piangere ma mi devo fermare qui e potremo proseguire.
Beppe Costa ha preparato un testo per la celebrazione eucaristica, che abbiamo insieme celebrato come eucarestia comunitaria, di una profondità biblica e di un intreccio con il tempo difficile, ultra difficile che stiamo vivendo nel mondo e nella Chiesa sempre mettendo al centro la fiducia in Dio per camminare sulla strada del profeta Gesù che Dio ha donato e sostenuto sia pure con tutti i nostri limiti ma con gioia e fiducia in Dio.
Tanti punti toccati e iniziati… L'occasione buona per dire che, se ci accompagneranno le forze, gennaio o febbraio ci daranno modo di trovarci come Comunità e per me reincontrarci sarebbe un meraviglioso dono di Dio e di voi. Con un abbraccio a tutti/e e a ciascuno/a da estendere a chi non ha potuto essere presente.
Grazie, o Dio,cerchiamo di camminare come possiamo sulla strada di Gesù.
Un abbraccio a tutti/e
Franco Barbero, 1 dicembre 2024