giovedì 25 settembre 2025

da QUALEVITA

RIARMO: PER LA DIFESA O PER FARE UNA GUERRA DI OFFESA?

Alessandro MARESCOTTI*

 

L'aumento delle spese militari della NATO solleva interrogativi profondi sul futuro dell'ordine globale. Sulla base dei dati statistici, l'Alleanza Atlantica rappresenta il 55% della spesa militare mondiale, mentre la Russia, il nemico designato della NATO, ne copre solo il 5%. Questo divario di 11 a 1 pone una domanda cruciale: perché intensificare ulteriormente il riarmo quando il rapporto di forze è già nettamente favorevole all’'Occidente?

Se la NATO fosse semplicemente un‘alleanza difensiva, non si comprenderebbe lo necessità di questo incremento massiccio della spesa. La Russia, nonostante la guerra in Ucraina, non dispone delle risorse economiche e industriali per rappresentare una minaccia convenzionale su larga scala ai paesi dell’Alleanza Atlantica.

Allora, cosa giustifica il riarmo?

La risposta più plausibile è che l'Occidente stia pianificando non solo di contenere la Russia, ma anche di rafforzare la propria egemonia globale. Il vero obiettivo potrebbe essere un futuro confronfo con la Cina, percepita come il principale rivale strategico degli Stati Uniti, e una guerra ancora più diretta con la Russia. Non si può escludere che, nella logica della deterrenza, si stia preparando un’escalation militare su scala mendiale, con il rischio di un conflitto nucleare.

L'aumento della spesa militare della NATO, dunque, non è solo un tema di bilancio, ma una scelta politica che potrebbe avere conseguenze devastanti.

Mentre il mondo affronta sfide globali come il cambiomento climatico e la crisi economica, destinar risorse enormi alla militarizzazione rischia di condurre l'umanità verso un futuro sempre più instabile e pericoloso. I numeri parlano chiaro: se il riarmo non è necessario per la difesa, allora serve per la guerra.

Note: Il dato percentuale della Russia è stato portato al 5% in ragione dell'aumento delle spese militari del 2024.

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* Insegnante. Fondatore della rete telematica Peacelink.

a.marescotti@peacelink.org