mercoledì 10 settembre 2025

Superare la dimensione punitiva e detentiva della prigione

 

“Prigione” è il titolo del numero 3 della rivista internazionale di teologia “Concilium”, in cui esperti affrontano le varie

dimensioni in cui si concepisce e si realizza in modo costruttivo la

possibilità di superare la dimensione punitiva e detentiva.

Si tratta di un numero aperto a tutte le dimensioni della concezione “prigione”, dalla punizione del reato nelle sue mille forme di trasgressione alle mille strade che si aprono per il recupero della propria identità sana e felice.

Lo sguardo di vari studiosi è davvero promettente. Dal mito e dalla realizzazione della giustizia mediante la punizione o la carcerazione oggi l’umanesimo ha aperto altre strade.

La giustizia riparativa può aprirsi ad una serie di sistemi

correzionali. Più che una reclusione ed una espiazione certe finestre del diritto aprono l’orizzonte di una vita in possibile rifiorire.

Qualunque istituzione in questa prospettiva deve e può

trasformarsi in una proposta di crescita, di una vera rinascita.

Addirittura il carcere può essere una frontiera pastorale teologica.

Si può rinascere e i nostri errori possono dar vita ad una nuova

concezione di sé, aperta alla giustizia all’amore. La nuova visione

della vita è feconda per noi e per altri.

La ricchezza umana e teologica di questo numero di “Concilium” è

che ci offre un panorama internazionale in cui, non trascurando la

strada della pura punizione anche disumana e fatta di tortura,

brillano sistemi correzionali propositivi.

Il sistema correzionale a volte è molto propositivo.

Dunque c’è chi pensa a incarcerare e torturare, ma ci sono strade

solari di Rinascita.

Guardiamo non solo la nostra arretrata Italia.

C’è speranza nel mondo al bene e bisogna farlo sapere e dire il

bene fa sempre bene.

 

don Franco Barbero, 27 agosto 2025