Superare la dimensione punitiva e detentiva della prigione
“Prigione” è il titolo del numero 3 della rivista internazionale
di teologia “Concilium”, in cui esperti affrontano le varie
dimensioni in cui si concepisce e si realizza in modo
costruttivo la
possibilità di superare la dimensione punitiva e
detentiva.
Si tratta di un numero aperto a tutte le dimensioni della
concezione “prigione”, dalla punizione del reato nelle sue mille forme di trasgressione
alle mille strade che si aprono per il recupero della propria identità sana e
felice.
Lo sguardo di vari studiosi è davvero promettente. Dal
mito e dalla realizzazione della giustizia mediante la punizione o la
carcerazione oggi l’umanesimo ha aperto altre strade.
La giustizia riparativa può aprirsi ad una serie di
sistemi
correzionali. Più che una reclusione ed una espiazione
certe finestre del diritto aprono l’orizzonte di una vita in possibile
rifiorire.
Qualunque istituzione in questa prospettiva deve e può
trasformarsi in una proposta di crescita, di una vera
rinascita.
Addirittura il carcere può essere una frontiera pastorale
teologica.
Si può rinascere e i nostri errori possono dar vita ad
una nuova
concezione di sé, aperta alla giustizia all’amore. La
nuova visione
della vita è feconda per noi e per altri.
La ricchezza umana e teologica di questo numero di “Concilium”
è
che ci offre un panorama internazionale in cui, non
trascurando la
strada della pura punizione anche disumana e fatta di
tortura,
brillano sistemi correzionali propositivi.
Il sistema correzionale a volte è molto propositivo.
Dunque c’è chi pensa a incarcerare e torturare, ma ci
sono strade
solari di Rinascita.
Guardiamo non solo la nostra arretrata Italia.
C’è speranza nel mondo al bene e bisogna farlo sapere e
dire il
bene fa sempre bene.
don Franco Barbero, 27 agosto 2025