da Adista del 28/02/2026
Assemblea dei focolari. Le vittime sono ancora lì...
di Cecilia Sgaravatto
Il Movimento dei Focolari ha tenuto la propria Assemblea generale dal 1° al 21 marzo 2026. Un appuntamento decisivo, il più importante per la vita del Movimento - come afferma la presidente Margaret Karram nel suo messaggio di presentazione dell’evento - perché rappresenta il momento in cui confluiranno idee, proposte e mozioni provenienti da tutto il mondo. Durante l'Assemblea verranno inoltre eletti i nuovi dirigenti dell'Opera di Maria, chiamati a guidare il Movimento nel prossimo futuro.
Ma l’Assemblea non è solo un momento organizzativo o istituzionale è o dovrebbe essere un'occasione privilegiata per fare verità sullo stato dell'arte della vita del Movimento, sulla qualità delle relazioni al suo interno e sulla capacità di affrontare le proprie fragilità.
Tra le questioni più delicate e urgenti che interrogano oggi il Movimento dei Focolari vi è quella degli abusi psicologici, sessuali e patrimoniali. E’ una ferita che chiede ancora ascolto, riconoscimento e giustizia. La domanda è inevitabile e non può essere elusa: il Movimento ha davvero fronteggiato questa problematica in modo funzionale alle vittime? Molte vittime, che abbiamo incontrato e di cui abbiamo raccolto l'esperienza, ci raccontano che non è stato proprio così.
E’ stata istituita una struttura di contrasto agli abusi che prevede percorsi di formazione e prevenzione, organismi di gestione e di intervento in caso di segnalazioni da parte delle vittime, modalità di riparazione. Ma questa struttura ha davvero funzionato? Ha avuto gli strumenti, l’autonomia e la credibilità necessarie per rispondere alle attese delle vittime? E soprattutto: il Movimento è stato realmente vicino a chi ha subito abusi, oppure ha privilegiato la tutela dell'istituzione, il silenzio, o risposte parziali e difensive? Sono interrogativi scomodi, ma indispensabili. Ignorarli o minimizzarti significherebbe perdere un'occasione storica di conversione personale comunitaria. L'Assemblea generale del 2026 deve diventare un tempo di verità, in cui il dolore delle vittime non venga ascoltato solo formalmente, ma raccontato a tutti i membri del Movimento e all'opinione pubblica in modo trasparente e onesto.
Provare a rispondere a queste domande attraverso la voce delle vittime non è un atto di accusa, ma un atto di responsabilità e di amore per il Movimento stesso, un atto di giustizia sociale. Solo partendo dall'ascolto reale di chi ha sofferto sarà possibile ricostruire fiducia, guarire le ferite e riaprire una fase nuova, più evangelica e più umana, nella vita dell'Opera di Maria.
All’Assemblea generale vogliamo far arrivare la prospettiva delle vittime, le storie, le pubblicazioni, le soluzioni possibili. Starà poi ai focolarini scegliere se vogliono limitarsi a gestire il futuro con le logiche e i paradigmi del passato o se abbiano il coraggio di attraversare la verità, anche quando fa male, per permettere al Movimento dei Focolari di rinascere più autentico e più vicino a chi è stato ferito lungo il cammino.
Abusi e responsabilità: una distanza ancora evidente tra dichiarazioni e realtà.
Abbiamo raccolto numerosissime testimonianze che mostrano come il Movimento dei Focolari sia ancora molto lontano dal raggiungere un'autentica capacità di fronteggiare in modo efficace e credibile la problematica degli abusi. Non si tratta di casi isolati o di percezioni soggettive, ma di un quadro ampio e convergente che mette in evidenza gravi criticità strutturali, procedurali e relazionali.
La Commissione Indipendente incaricata di gestire le segnalazioni di abuso è stata istituita in seguito alle indicazioni prescrittive della società di consulenza GCPS Consulting.
Segnalazioni di abusi di vario tipo erano già state presentate ai dirigenti del Movimento da parte di membri interni da molti anni, ma non avevano mai ricevuto attenzione. Pertanto l'istituzione di strutture di tutela più che una decisione libera e profetica, è apparsa dunque come una scelta obbligata. Nonostante ciò, la Commissione non ha dimostrato di funzionare in modo efficace.
I tempi di gestione delle segnalazioni risultano eccessivamente lunghi, spesso le risposte non arrivano o arrivano in forma generica, e le valutazioni non appaiono fondate su un’analisi obiettiva, poiché non vengono analizzate le norme che potrebbero essere applicabili ai casi di specie presentati, né vengono riconosciuti i fatti accaduti, riconducibili alla descrizione astratta contenuta nelle norme.
Abbiamo raccolto gli atti di una denuncia specifica che dimostrano come il procedimento non sia favorevole alla vittima: manca un vero contraddittorio diretto, e, nonostante la presenza di fatti circostanziati e documentati, la decisione finale non tiene adeguatamente conto di tali elementi. Le situazioni denunciate, portate successivamente all'attenzione del prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, sono state tuttavia riconosciute come abusi secondo i canoni del diritto canonico. Nonostante questo riconoscimento formale, non sono mai giunti messaggi diretti alla persona abusata da parte dei membri interni contro cui era stato aperto il caso, né da parte della Commissione Indipendente che non ha fornito nessun riscontro, nonostante siano stati evidenti gli errori procedurali e giuridici sotto il profilo del diritto canonico.
Benché le dichiarazioni delle vittime presenti in blog, articoli e pubblicazioni siano ampiamente conosciute dai dirigenti del Movimento, è mancato un avvicinamento diretto e un confronto strutturato. In pochi casi, laddove vi è stata una sollecitazione all'intervento, sono arrivate soltanto lettere di circostanza, contenenti scuse generiche.
Le pubblicazioni delle vittime non vengono lette né valorizzate nei contesti formativi e comunitari del Movimento. Chi ha frequentato Mariapoli, Congressi ed eventi focolarini sa bene che la struttura di questi incontri si basa prevalentemente su esperienze positive di aderenti e su testi di Chiara Lubich, presentati per testimoniare la grandezza del Movimento. Se vi fosse una reale volontà di formarsi seriamente sulla problematica degli abusi, le esperienze dolorose delle vittime verrebbero affrontate apertamente, riconosciute come parte della storia reale del Movimento e assunte come occasione di crescita e conversione.
Nel 2024, come Laboratorio Reinsurrezione, OIVD e Adista, abbiamo incontrato la presidente del Movimento Margaret Karram e il copresidente Jesus Moran per chiedere un confronto su questi temi. In quell’occasione abbiamo percepito ascolto e attenzione, ma poca concretezza. Abbiamo segnalato problematiche precinse e documentate, come stipendi non pagati, regolamenti dell’Opera in alcuni punti illeciti rispetto alle norme del diritto e la persistente mancanza di attenzione concreta alle vittime. Ci è stato chiesto tuttavia di non divulgare il contenuto di quella conversazione.
Anche in una recente lettera ricevuta da noi da parte dei presidenti si ribadisce che attualmente è intenso l’impegno per un percorso di revisione e rafforzamento delle proprie procedure, con l’obiettivo di migliorare in modo concreto ed efficace le azioni di prevenzione e contrasto agli abusi. Ci viene però impedito di entrare in possesso dei regolamenti perché considerati riservati agli interni e agli appartenenti al Movimento. In questo percorso di revisione delle strutture tuttavia le vittime, che hanno reso pubblica la loro esperienza negativa, non sono mai state coinvolte né consultate.
Nel suo messaggio di annuncio dell’assemblea generale, la Presidente ha invitato tutti a partecipare e a donare il proprio contributo <<anche chi, per qualche motivo, si è allontanato dal movimento>>.
Chi ha vissuto situazioni problematiche a contatto con i membri del Movimento dovrebbe sentirsi direttamente destinatario di questo invito. Rendere pubbliche queste informazioni non risponde a una logica di contrapposizione, ma al bisogno di trasparenza. Può aiutare l’opinione pubblica, e gli stessi membri del Movimento, a farsi un’idea più completa e realistica dell’operato dei Focolari.
Come informazione libera, intendiamo offrire una prospettiva alternativa rispetto ai fatti così come narrati nelle comunicazioni ufficiali, che appaiono ancora filtrate da esigenze di immagine e di salvaguardia dell’apparenza.
Il Movimento desidera comunicare carità, impegno per l'unità e fraternità universale; tuttavia, alla luce delle testimonianze raccolte, appare ancora evidente uno scollamento profondo tra la realtà dichiarata e il reale stato dei fatti. Colmare questa distanza e oggi una responsabilità non più rimandabile.
…A proposito del Movimento dei Focolari e della loro Assemblea generale
Il problema degli abusi interni al Movimento, non trova neanche la più semplice attenzione…
Dal 1° al 21 marzo si è svolta a livello internazionale l’Assemblea generale del Movimento dei Focolari. Dal poco che è possibile leggere e venire a conoscenza, si percepisce che si tratta del più pesante tradizionalismo cattolico senza alcuna vera proposta innovativa, con uno spiritualismo avulso dalla realtà del mondo e della chiesa in cui viviamo.
Questo anche se un tema centrale che interessa la vita del movimento è il problema degli abusi di ogni genere al suo interno.
Come riporta l’articolo di Adista che riportiamo più sopra “Le vittime sono ancora lì” e la decisione finale non tiene sufficientemente conto della loro presenza e realtà e, al di la delle molte parole, il Movimento sembra incapace di gestire una qualche svolta a livello ecclesiale, culturale e teologico. Gli abusi, di vario genere, continuano ad esserci e tutto deve essere tenuto nascosto, il che non favorisce un vero rinnovamento.
Le conclusioni, fanno cenno al desiderio di lavorare per la pace e l’unità. Ma tutto lascia intendere che si tratta di parole tanto sincere quanto prive di riferimento alla realtà.
don Franco Barbero - 24 marzo 2026