sabato 18 aprile 2026

Don Franco Barbero racconta

Storie, storiacce, storielle


Si tratta di quelle storie che il nostro don Franco ci ha narrato a partire dal lontano 1967. In un primo tempo avevamo pensato ad un libro che le raccoglesse tutte, ora abbiamo preferito ricavarne una pubblicazione per questo blog.

Nella veste di intervistatore, a porre le domande è Francesco Giusti, membro storico della Comunità di Pinerolo.

Troverete le ”Storie…” il mercoledì e il sabato, un breve segmento ogni volta.

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9. L’esperienza della commissione catechesi (anni ’80)

A partire dagli anni ’80, con la nascita dei primi figli di persone delle comunità di Pinerolo e dintorni, abbiamo sentito l’esigenza di trasmettere la nostra esperienza di fede ai nostri bambini e ragazzi.

Per preparare un incontro di catechesi si partiva da un mio testo che veniva rielaborato dai genitori e animatori che facevano parte della commissione catechesi (tra le persone più presenti in quel periodo ricordo Gisella, scomparsa prematuramente, Maria Grazia, sua cara amica, Giorgio, Carla e Cesare).

Negli incontri di catechesi i bambini e i ragazzi erano coinvolti in modo attivo: i passi del vangelo venivano letti e commentati insieme e spesso i ragazzi facevano disegni per rappresentarli.

Questa esperienza è stata documentata in 4 libretti (“Il padre e i fratelli”, “Il vento di Dio”, “Lazzaro vieni fuori” e “Con Dio verso la libertà”), che raccolgono alcuni dei materiali e delle riflessioni prodotti in questi anni.

Sono state organizzate anche uscite di catechesi e festa in luoghi belli dal punto di vista paesaggistico.

 

10. Da Medjugorje a Pinerolo (1983)

Voglio narrarvi ciò che mi è capitato il 20 ottobre 1983. In quel periodo il "fenomeno" Medjugorje era già stato smascherato da molti teologi e credenti. Lo stesso vescovo cattolico della diocesi di Mostar in Jugoslavia, mons. Pavao Zaňić, aveva dichiarato: “Avevo chiesto che i fatti di Medjugorje fossero liquidati e lentamente soffocati, ma tutto è rimasto come prima. È una grande vergogna!”

Era evidente che si trattava di una operazione guidata da persone sofferenti mentali. Oggi è difficile che una persona credente adulta non abbia compreso l'inganno che è alla base di certe "credenze" religiose.

Il 20 ottobre 1983 ero reduce da viaggi e dibattiti in cui ero stato invitato da piccoli gruppi per parlare delle apparizioni di Fatima, Lourdes e Medjugorje. A questi incontri in genere era presente qualche contestatore, devotissimo di queste madonne. Ricordo che nascevano dialoghi molto interessanti e molto vivi.

Come concordato in precedenza il pomeriggio del 20 ottobre 1983 il campanello della comunità ha suonato e quando ho aperto la porta mi sono trovato davanti due uomini e una donna.

Il loro parlare mi è apparso subito chiaro e il loro messaggio è stato altrettanto esplicito: "Non veniamo da questa zona, ma portiamo a lei un messaggio direttamente ricevuto dal gruppo dei 'veggenti' della Madonna: se, entro 14 giorni non tornerà a recitare il rosario quotidiano e non dichiarerà in pubblico che i messaggi della madonna sono autentici, cessando di parlare contro Medjugorje, come prete sarà gravemente punito, avrà un incidente che lo condurrà alla morte. Sono parole infallibili di Maria, la madonna in persona ci ha comunicato queste parole, noi abbiamo solo il compito di ricordargliele".

Giulio ed Emma, due membri della comunità di base, piuttosto turbati da questo messaggio ma, totalmente increduli, hanno cercato, senza successo, di dialogare, per approfondire e conoscere il contesto e i particolari. I nostri tre ospiti volevano solo eseguire l'ordine della madonna.

A dire il vero, personalmente non sono stato turbato e ho dichiarato, con poche parole e un sorriso, che non accettavo l'ingiunzione e che non sarei ritornato alla superstizione del rosario.

Ci siamo salutati non prima di aver fissato per sedici giorni dopo un nuovo appuntamento, per il mio funerale o per la mia smentita della "profezia della madonna".

Così è avvenuto: al sedicesimo giorno ci siamo incontrati nella sede della comunità. Si sono presentati solo due dei cosiddetti 'missionari di Medjugorje”.

Li ho accolti insieme ad Emma e Giulio e, superato il momento iniziale di imbarazzo da parte loro, ho preso la parola con calma e cortesia, come avevo concordato con la mia comunità: Anch'io ho un messaggio che intendo affidarvi a voce e per iscritto. Cara Madonna, mi spiace che qualcuno ti faccia giocare questa parte disonesta e giochi sulla tua presenza. In ogni caso, ti dico che, se hai lanciato questa minaccia, sei una gran bugiarda!".

Il vostro coltissimo e coraggioso vescovo diocesano ha dichiarato che è tutto un’illusione.

Come vedete la vostra delirante "profezia" della Madonna, è un’invenzione, una produzione delle vostre fantasie e dei vostri cervelli malati, ormai degni di essere buttati nella carta straccia.

Rivolgendomi ai due interlocutori di Medjugorje ho dunque detto: “É finito il tempo di usare la religione per fare paura e intimorire i fedeli. In ogni caso, siccome la citata madonna non è mai esistita e voi la usate per in vostri affari, chiedete a Dio la forza di separarvi dalle superstizioni. Maria quella vera, quella storica che con Giuseppe generò una numerosa famiglia, e tra questi Gesù, è una persona concreta, credente in Dio e non la statuina di gesso che persone mentalmente disturbate credono di vedere e sentire nelle cosiddette apparizioni. Tutte le apparizioni sono il prodotto di menti malate. Rispetto le vostre patologie mentali, ma fatevi curare. La Maria vera è tutta un’altra realtà.”