giovedì 16 aprile 2026

Essere riconoscenti

 

Gratitudine nel senso più

profondo del termine significa

vivere la vita come un dono

che va ricevuto con riconoscenza. E

la vera riconoscenza accetta tutti gli

aspetti della vita: il bene e il male,

la gioia e il dolore, ciò che è santo e

ciò che è profano. Agiamo così perché

diveniamo consapevoli della vita di

Dio, della presenza di Dio in tutto ciò

che accade.

(...) Se soffrire e danzare sono parte

dello stesso "movimento" di gra-

zia, possiamo essere grati per ogni

attimo che abbiamo vissuto. Possia-

mo rivendicare il nostro itinerario

esistenziale, irripetibile nella sua uni-

cità, come il modo in cui Dio plasma i

nostri cuori per conformarli maggior-

mente a Cristo. La croce, simbolo fon-

damentale della nostra fede, ci invita

a vedere la grazia là dove c'è il dolore,

la resurrezione là dove c'è la morte.

La chiamata a essere riconoscenti è

una chiamata a confidare che ogni

attimo della nostra esistenza possa

essere rivendicato come la via della

croce che conduce alla nuova vita.

Henri Nouwen, Muta il mio dolore in danza,

ed. San Paolo, 2002, pp. 28-29

 

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Riforma, 27 marzo 2026