Essere riconoscenti
Gratitudine nel senso più
profondo del termine significa
vivere la vita come un dono
che va ricevuto con riconoscenza. E
la vera riconoscenza accetta tutti gli
aspetti della vita: il bene e il male,
la gioia e il dolore, ciò che è santo e
ciò che è profano. Agiamo così perché
diveniamo consapevoli della vita di
Dio, della presenza di Dio in tutto ciò
che accade.
(...) Se soffrire e danzare sono parte
dello stesso "movimento" di gra-
zia, possiamo essere grati per ogni
attimo che abbiamo vissuto. Possia-
mo rivendicare il nostro itinerario
esistenziale, irripetibile nella sua uni-
cità, come il modo in cui Dio plasma i
nostri cuori per conformarli maggior-
mente a Cristo. La croce, simbolo fon-
damentale della nostra fede, ci invita
a vedere la grazia là dove c'è il dolore,
la resurrezione là dove c'è la morte.
La chiamata a essere riconoscenti è
una chiamata a confidare che ogni
attimo della nostra esistenza possa
essere rivendicato come la via della
croce che conduce alla nuova vita.
Henri Nouwen, Muta il mio dolore in danza,
ed. San Paolo, 2002, pp. 28-29
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Riforma, 27 marzo 2026