Ingiusto
Per la prima volta la galassia conservatrice mondiale è al potere, con Donald Trump: conservatori e fondamentalisti, religiosi e post religiosi, apocalittici tecnologici, anti-vaccinisti, creazionisti dell’ultima ora e post-umanisti; fino a ieri i nostri convegni servivano a comprendere un fenomeno che cresceva ma che rimaneva fuori dalla stanza dei bottoni. Oggi sono proprio loro a poter pigiare quei bottoni.
La parola democrazia, per questa galassia, è un ”accidente di percorso” della storia, da superare, se possibile. E nella nostra Europa andiamo meglio? Forse sì, per un po', e speriamo che duri. Anche se, Giancarla Codrígnani nel suo editoriale dice: «Abbiamo tutti a cuore la giustizia, speriamo perfino, che l'Europa torni a imporre la religione dei diritti, contestiamo l'equivoca partecipazione al Board of Peace, la repressione spacciata come ordine pubblico, la lotta contro la magistratura del ministro della Giustizia». Un monito saggio, guardando anche all'editoriale di Maurizio Ambrosini che ci mostra cosa succede col nuovo Decreto sicurezza.
Anche da noi dunque la guerra verso il nemico interno, l'opacità di una riforma della giustizia – auspicata, si badi bene, da più parti: si parla quindi di un bisogno reale, da affrontare, ma non nel modo non chiaro a cui siamo chiamati a votare al prossimo referendum - ci proietta nel grande quadro “post-democratico”.
Se questo futuro è fatto di autoritarismo, calpestamento dei diritti umani e violenza verso il nemico interno, beh, non è il futuro che vogliamo: diventa urgente resistere, impegnarsi e organizzarsi; per “tenere viva la speranza” come diceva Jackson, dobbiamo, come diceva Martin Luther King «costruire dighe di coraggio per trattenere l'inondazione della paura».
Claudio Paravati, Confronti, marzo 2026