Orrore…
da Adista del 21/03/2026
Dal Venezuela all’Iran: il “regime change” per impedire il declino dell’egemonia statunitense
Se Gaza è stata il laboratorio per eccellenza del nuovo (dis)ordine internazionale, la sperimentazione ha funzionato perfettamente. Mentre il genocidio palestinese non si ferma - con l'unica differenza che ora avviene nel silenzio totale del mondo (e chi critica Israele rischia persino una denuncia per antisemitismo) - il diritto internazionale, di cui Trump ha dichiarato di non aver bisogno, è diventato carta straccia sotto l'azione di quelli che Raniero La Valle definisce come <<due assassini seriali, uno dei quali, Trump, agisce a titolo personale>>, in Venezuela come in Iran, <<senza alcun controllo del Congresso e neanche consenso dei suoi stessi seguaci, e l’altro, Netanyahu, sulla spinta di una intenzione di debellare l’Iran personalmente perseguita da quarant’anni>>. Il risultato, spiega La Valle, è che ora <<le guerre si fanno non più per qualche conquista, ma per cambiare il regime politico, “regime change”, dovunque un ordinamento politico al potente di turno non sia gradito>>.
Si fanno ancora, tuttavia, al grido di “Dio lo vuole”. Se ufficiali di alto rango hanno dichiarato che la guerra contro l’Iran fa parte di un piano divino; se il vice capo dello staff della Casa Bianca Dan Scavino ha condiviso un video in cui Trump è seduto nello Studio Ovale mentre leader religiosi evangelici pregano per lui; se l’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee ha dichiarato che sarebbe giusto se Israele prendesse tutto il Medio Oriente perché si tratta di un <<diritto biblico>>; se il Segretario alla Guerra Pete Hegseth si è tatuato sul petto il motto dei crociati “Deus vult”, David Brooks e Jim Cason ricordano su La Jornada del 5 marzo come il presidente degli Stati Uniti ripeta da mesi <<che le battaglie di questa amministrazione sono parte di una “guerra santa”>> e che la sua sopravvivenza al tentativo di assassinarlo durante la campagna elettorale <<era “un segno di Dio” per guidare il grande e sacro sforzo di “rendere di nuovo grande l’America”>>.
Che poi, come evidenzia l'analista e scrittore Rafael Poch, è lo sforzo di <<impedire militarmente il declino dell'egemonia americano-occidentale nel mondo, minacciata principalmente dalla crescente potenza della Cina>>. Cosicché <<ciò a cui stiamo assistendo Ion Iran, Ucraina e Venezuela è, in termini generali, un’unica e medesima guerra>>.