venerdì 24 aprile 2026

 

da Tempi di ƒraternità, aprile 2026

HANNO SCRITTO

a cura di Giorgio Bianchi

 


James Hillman (12 aprile 1926 - 27 ottobre 2011). Nato negli Stati Uniti, ma europeo di cultura, è stato uno psicanalista, saggista e filosofo di formazione junghiana. Il suo pensiero propope, una revisione della psicologia e della psicopatologia a partire dalla centralità dell'attività “immaginale” universale dell'uomo.

Nel 1970 lascia l'attività di terapeuta in quanto era giunto a considerare l’intervento psicologico non più solo quello del terapeuta di fronte al paziente, ritenendo invece necessario che la  psicologia diventasse una terapia delle idee, e non più solo di singole persone.

 

Riportiamo brani tratti dalle sue pubblicazioni

La forza del carattere - Adelphi edizioni

Perché un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza immaginazione, l’amore  ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia. I rapporti falliscono non perché abbiamo smesso di amare, ma perché prima ancora, abbiamo smesso di immaginare. (ivi pag 255)

Le immagini le arrivavano complete dell’elemento temporale ambientate nel mondo del passato. Fino a che punto i ricordi fossero esatti e fino a che punto inventati, questo non lo potremo mai sapere, la memoria è sempre in primo luogo immaginazione connotata in via sussidiaria dal tempo. (ivi pag 140)

L'apporto che i vecchi possono dare alla società è nelle loro mani: I vecchi possono prestare aiuto, possono dare, possono istruire. E nei loro piedi possono marciare nelle manifestazioni, possono recarsi a votare, andare alle assemblee di quartiere. Ma soprattutto nel coraggio di esporsi alla vista. (ivi pag 214)

L’etica non è qualcosa che si iniettla nel carattere per vaccinarlo contro il peccato. Una moralità così concepita non è altro che un pacchetto di beni comprato dalla volontà e praticato come un’abitudine. (ivi pag 248)

Trascurando i vecchi, impediamo l'evoluzione della specie umana e continueremo a impedirla finché non riconosceremo che il carattere invecchiato è in grado di proteggere la civiltà dalla sua stessa frenesia predatoria. (ivi pag 260)

Il codice dell’anima - Adelphi edizioni

Ma se la vocazione è quella di aiutare il prossimo, conviene fare pratica da Madre Teresa, anziché aspettarsi che una psicologia senza anima, senza bellezza e senza piacere, possa preparare ad aiutare chi soffre. (ivi pag 57)

I nostri fallimenti in amore, nelle amicizie, in famiglia, spesso sono riconducibili a fallimenti della percezione immaginativa. Quando non guardiamo con l'occhio del cuore, allora sì l’amore è cieco, perché in quei casi non sappiamo vedere l’altro come portatore di una verità immaginativa.  (ivi pag 162)

L'amore romantico è inesorabilmente legato alle fantasie. Essenziale per l’amore romantico è l’idealizzazione, non l'imitazione, non la replicazione del noto, bensì l’aspettativa dell’ignoto. (ivi pag 185)