domenica 17 maggio 2026

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Ci sarà una strada” (Isaia 19)

Uscire dalla comoda terra di nessuno e investire con coraggio nella speranza e nella lotta, con amore nonviolento, è il cammino in cui non possiamo perdere tempo nel leccarci le ferite o nelle sterili polemiche.

Le strade si aprono e si percorrono solo insieme: credenti, non credenti, gay, lesbiche, eterosessuali, transessuali e quanti altri/e credono nell'amore e nella libertà che è fatta di convivialità delle differenze.

Mi risuona alla mente un passo biblico del profeta Isaia che da molti anni mi scalda il cuore e inumidisce i miei occhi di commozione ogni volta che lo rileggo:

In quel giorno ci sarà una strada dall'Egitto verso l'Assiria;

l'Assiro andrà in Egitto e l'Egiziano in Assiria;

gli Egiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri.

In quel giorno Israele sarà il terzo con l'Egitto e l'Assiria,

una benedizione in mezzo alla terra.

Li benedirà il Signore delle schiere angeliche:

Benedetto sia l’Egiziano, mio popolo,

l’Assiro, opera delle mie mani,

e Israele, mia eredità” (Isaia 19, 23-25).

Pensate: siamo ad alcuni secoli avanti Cristo. Qui vengono citali, dall’appassionato profeta di Israele, tre irriducibili nemici: l'Egitto, l'Assiria e Israele. Ma che cosa esprime questo passo?

Si annuncia un tempo in cui anche questi acerrimi nemici si cercheranno nella pace: uno prenderà la strada che porta all'altro, senza rinunciare ad essere se stesso. In questo modo diventeranno una benedizione sulla terra perché l’Egitto è "mio popolo", l'Assiria “opera delle mie mani", Israele "mia eredità". Mi viene in mente la novella dei tre anelli di Boccaccio.

Il paradosso è davvero provocatorio: se si accordano i più scatenati nemici, come possiamo noi - che siamo tutti e tutte semplicemente uomini e donne e, nel linguaggio della fede, creature - non trovare la strada?

Forse che, nel cammino della vita, gay, lesbiche ed eterosessuali non cerchiamo gli stessi sentieri di amore, di giustizia, di tenerezza, di felicità? Non cerchiamo forse tutti/e un mondo dove ci si accolga gli uni le altre, dove ci sia più ”posto" per ogni persona e meno egoismo?

 

(cont.)