sabato 2 maggio 2026

da Confronti di aprile 2026

L’Europa alla ricerca di sé stessa 

di Claudio Paravati 


Non ci rallegra l’essere in accordo con la chiusa dell’editoriale di Paolo Naso, quando dice che «è la solita Europa che non sa se allinearsi all’America o riarmarsi in proprio, se mediare o intervenire, se rinunciare a difendere l’Ucraina o scaldarsi nel prossimo inverno. Dubbi laceranti che, oltre che paralizzarla, la stanno consumando»; mentre, nel suo data journalism, Michele Lipori riporta alcuni dati allarmanti, tra cui quelli che indicano come il 72% della popolazione mondiale oggi sia sotto regimi autoritari, una quota mai registrata dal 1985. 

È un mondo che non solo è attraversato da un numero crescente di guerre, ma che anche perde la democrazia come desiderio, come auspicio, come obiettivo a cui tendere. Raul Caruso nella sua rubrica di questo mese ci ricorda inoltre come non ci si possa aspettare la pace da Paesi che al loro interno non rispettano i diritti umani, non proteggono le libertà individuali, e che esercitano violenza, prepotenza, forza illegittima. 

La crisi mondiale ci consegna un quadro di conflitti, guerre, ne parliamo in questo numero di Confronti: Iran, Siria, Sudan, Israele e Palestina; nel frattempo, a casa nostra, si è votato per la giustizia, ma è l’ingiustizia dei territori che aumenta, come ci ricorda Donato Di Sanzo nel suo editoriale. Quasi a dire: «Dimmi dove sei nato in Italia e ti dirò chi sei?». C’è stata fino a poco tempo fa una stagione in cui si parlava di governo del mondo per instaurare e proteggere la pace (perpetua?); si parlava di ridurre le disuguaglianze, anche quelle territoriali delle cosiddette “aree interne”; si parlava di espansione dei diritti, di dialogo con l’Est e di cooperazione tra gli Stati, e tra i popoli. 

È tutto finito? No, però dobbiamo farci trovare pronti e costruire l’alternativa alla deriva antidemocratica, populista e muscolare che si impone in gran parte del mondo. Senza una nuova Europa, protagonista, le possibilità si assottigliano inesorabilmente.