lunedì 25 maggio 2026

da Domani del 21/05/2026

Umiliare gli inermi.

La bancarotta morale dello Stato ebraico

di Gigi Riva


Il fascismo ha un volto ed è quello di Itamar Ben Gvir, 50anni appena compiuti, ministro della sicurezza nazionale nel governo israeliano. Il fascismo è l'umiliazione dell'avversario inerme. Il fascismo è farsi vanto di questa umiliazione. Come ha fatto Ben Gvir, peraltro recidivo, quando si è accanito su un’attivista della Flotilla che aveva osato gridare <<Free Palestine>> mentre era in ginocchio, ammanettata e bendata al pari di tutti gli altri arrestati. Il fascismo è maramaldeggiare con quel senso di superiorità beffarda e di dominio totale dei corpi di malcapitati attivisti pro-palestinesi.

Davanti a questo ennesimo scempio dei diritti a nulla servono le blande dichiarazione di Benjamin Netanyahu che, bontà sua, ammette che il ministro <<ha sbagliato>>, quando in qualunque paese civile si sarebbero pretese seduta stante le dimissioni o, in alternativa, si sarebbe proceduto a cacciare il responsabile di tanta infamia che disonora se stesso, l'esecutivo di cui fa parte, il paese intero. E ancor meno sono efficaci le prese di posizione del duo Meloni-Tajani che giudicano il gesto <<inaccettabile>>, pretendono le scuse e convocano l’ambasciatore. Un buffetto davanti all’enormità di un atto che calpesta la dignità delle persone e fa strame dei progressi sul cammino della civiltà. Quanto è avvenuto è la conseguenza logica di quel senso di impunità regalato alle frange estreme dell'ebraismo quando si permette ai coloni ogni tipo di nefandezza contro i palestinesi della Cisgiordania, quando non si paga dazio per le empietà commesse a Gaza, quando allo stesso Itamar Ben Gvir è stato concesso di vomitare il suo credito razzista e, insistiamo, fascista senza alcun argine eretto in difesa del decoro istituzionale. Il minimo che si chiede a un paese giudicato <<l’unica democrazia del Medio Oriente>> e che tuttavia si occupa ormai da tempo di mettere in discussione l’assunto con leggi come la più recente fatta su misura per i palestinesi che condanna a morte chiunque attenti alla vita di una ebreo.

E’ proprio attraverso la parabola politica di Ben Gvir che si può misurare la bancarotta morale di Israele. Il ministro è l’erede diretto del rabbino di origini statunitense Meir Kahane e fu coordinatore del movimento giovanile del partito da lui fondato, il Kach. Kahane nel 1984 riuscì ad essere eletto alla Knesset.