da Il Fatto Quotidiano del 21/05/2026
Dazi, Bruxelles s’inchina agli USA
Dopo mesi di pressioni del presidente Usa Donald Trump, la scorsa notte il Parlamento e i Paesi europei hanno raggiunto un faticosa intesa per dare seguito all’accordo sui dazi siglato l’estate scorsa in Scozia. L’intesa prevede l’eliminazione di gran parte dei dazi europei sui prodotti industriali americani, mentre gli Usa manterranno tariffe fino al 15% sulle merci europee. Ci sono poi una clausola di scadenza e la possibilità di sospendere le misure se Washington non si atterrà ai termini dell’accordo. Una svolta per gli accordi commerciali tra Ue e Stati Uniti che conferma solo la crescente dipendenza europea da Washington.
L’accordo dovrebbe, infatti, ora placare le tensioni che si sono acuite negli ultimi mesi a causa delle critiche di Trump agli europei sulla possibilità di annettere la Groenlandia, poi sulla guerra in Iran e, da ultimo, dopo che la Corte di New York ha bocciato anche i nuovi dazi globali al 10%, che il presidente Usa aveva imposto a febbraio. A segnare questo compromesso raggiunto a Bruxelles sono state soprattutto le reiterate minacce di Trump, che nelle scorse settimane ha accusato l’Ue di temporeggiare sulla ratifica dell’accordo commerciale, spiegando che se l’intesa non diventerà operativa entro il 4 luglio imporrà dazi del 25% sulle automobili europee. Una misura che colpirebbe un settore che ha negli Usa il mercato maggiore extracomunitario.
Tra i pochi paletti fissati dall’Ue c’è quello sull’acciaio. L’accordo concede agli Usa tempo fino al 31 dicembre 2026 per riportare al 15% i dazi superiori applicati ai prodotti derivati da acciaio e alluminio importati dall’Ue. In caso contrario, Bruxelles potrà sospendere le concessioni commerciali accordate a Washington nel settore siderurgico e dell’alluminio. L’accordo commerciale scadrà il 31 dicembre 2029 ed entro questa data la Commissione Ue effettuerà una valutazione completa degli effetti che i dazi hanno avuto. Ma, applicando un meccanismo di salvaguardia, la Commissione potrà avviare prima della scadenza un’indagine per affrontare eventuali aumenti significativi delle importazioni dagli Usa Uniti che causino o minaccino di causare gravi danni ai produttori europei. Parlamento e Consiglio hanno concordato anche di prorogare di cinque anni, fino al 31 luglio 2030, l’esenzione dai dazi doganali per le importazioni di aragoste. La misura si applicherà retroattivamente dal primo agosto 2025.
Il Parlamento e i Paesi europei voteranno ora per ratificare il testo definitivo verosimilmente il prossimo 16 giugno, sempre che da Trump non arrivino altre minacce.