venerdì 1 maggio 2026

Dal Libro della Sapienza 14, 1-7

1Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge

invoca un legno più fragile dell’imbarcazione che lo porta.
2Questa infatti fu inventata dal desiderio di guadagni
e fu costruita da una saggezza artigiana;
3ma la tua provvidenza, o Padre, la pilota,
perché tu tracciasti un cammino anche nel mare
e un sentiero sicuro anche fra le onde,
4mostrando che puoi salvare da tutto,
sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.
5Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili;
per questo gli uomini affidano la loro vita anche a un minuscolo legno
e, avendo attraversato i flutti su una zattera, furono salvati.
6Infatti, anche in principio, mentre perivano i superbi giganti,
la speranza del mondo, rifugiatasi in una zattera
e guidata dalla tua mano,
lasciò al mondo un seme di nuove generazioni.

7Benedetto è il legno per mezzo del quale si compie la giustizia.

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Che meravigliosa composizione: siamo noi la piccola zattera, eppure scende in mare attraverso le tempeste, le solitudini, le intemperie, tutte le incertezze della rotta marina, i pericoli delle onde e i venti.

Lasciatemi toccare il cuore con le varie avventure di questa zattera, fragile barca. La speranza del mondo spesso viaggia su una fragile barca. Anzi coloro nel mondo che fanno fiorire la speranza sono una fragile zattera.

Dio ha protetto quella fragile zattera e l’ha utilizzata per farne la salvezza di molti uomini.

Per scoprire il senso di questa metafora, di questo viaggio della nostra vita non c’è bisogno di una nave da guerra o da crociera.

Dio si serve di noi fragili zattere e le permette, tra mille burrasche della vita di giungere al porto per noi e per tanti altri fratelli e sorelle.

Quando morirono i giganti delle navi e degli aerei la fragile zattera si spostò sempre per il bene del mondo.

Siamo noi tutti queste zattere che Dio tenta di portare al buon porto della pace, della giustizia, e spesso la zattera arriva e diventa una delle tante zattere che seminano un nuovo orizzonte del mondo.

Possiamo noi imparare da questa zattera per dare un senso alla nostra vita e alla nostra fede e per non lasciarci fermare dalle tempeste?

Possiamo solo farlo se affidiamo la zattera e coloro che sono su questo fragile legno a Te, o Dio dell’amore, della giustizia e della speranza.

 

don Franco Barbero, 1 maggio 2026