mercoledì 6 maggio 2026

Grazie, o Dio

Diamo spazio all’ascolto dell’altro/a

Ti ringrazio, o Dio della vita e dell’amore,

perché nei lunghi anni di studio in seminario e nei lunghi anni accademici c'era sempre come regalo che dovevo insegnare agli altri come allievi. Non nego che mi è stato utile per servire la causa del Vangelo i molti momenti in cui ho esercitato l’insegnamento. Eppure, senza nulla togliere alla dimensione dell'insegnare, nella mia vita più studiavo più capivo l'importanza dell'ascolto delle persone che nella vita incontri. 

E ancora oggi, sulla soglia della morte, il mio lavoro più appassionato è l’ascolto delle persone che lo desiderano e spesso lo cercano invano o bussano alla porta di chi sa solo fare il maestro, pensando di avere la “verità a fette” da distribuire.

Proprio il rigore degli studi, il silenzio che crea lo spazio per un ascolto delle persone più diverse, la preghiera quotidiana, mi hanno insegnato molto e dato tanto…

Mi è capitato spesso, e sottolineo questo spesso non a caso, perché ho vissuto una bella fetta dei miei giorni ad ascoltare persone le più diverse e i loro racconti li ascoltavo come mi dicessero le parabole di Gesù. Nei loro racconti avevo sempre molto da imparare, condividere. Soprattutto ci confidavamo le nostre gioie e le nostre angosce e facevamo un richiamo al Vangelo che spesso vede l’interlocutore molto interessato ad una fede essenziale.

Oggi posso dire che qualcosa ho insegnato, ma le mie giornate hanno registrato soprattutto il tempo dell’ascolto nel silenzio, nella preghiera, nel dialogo con tantissime persone, venute a me per problemi vari e legati a situazioni d’un tale peso da rendere la vita senza senso e “crocifissa” da molte esperienze negative.

Debbo a loro se ho imparato ad ascoltare e ringrazio Dio che mi ha dato di ascoltare a migliaia nei lunghi giorni della mia vita che ora è alla fine e ancora dedico all’ascolto di un fratello o sorella dai quali ho imparato molto di più di ciò che posso aver insegnato.

Tutto grazie a te, o Dio che ti ho sempre sentito come la sorgente, la fontana zampillante di senso e di vita, una spinta alla conversione, un compagno di viaggio premuroso.


                                                         Franco Barbero, 20 aprile 2026