Le operazioni di polizia contro gli scam center in Cambogia e Thailandia hanno spinto le organizzazioni criminali verso lo Sri Lanka. Dove aprono strutture più piccole e mobili.
All'inizio di aprile la polizia dello Sri Lanka ha fatto irruzione in un hotel sul mare a Chilaw, dove ha fermato più di 150 cittadini stranieri che gestivano un'organizzazione di truffe online dall'interno dell'edificio. L'operazione è stata un successo per le forze dell”ordine, ma ha anche confermato quello che molti temevano: l'economia delle truffe, radicata nel sudest asiatico continentale (Cambogia, Birmania e Thailandia), si sta espandendo.
Gli Scam center - estese organizzazioni che sfruttano lavoratori provenienti da decine di Paesi costringendoli a truffare vittime in tutto il mondo, per un importo stimato di 40 miliardi di dollari all'anno - dalla pandemia sono diventati uno dei problemi criminali più rilevanti e difficili da gestire della regione. Ora il fenomeno coinvolge anche lo Sri Lanka. Nei primi tre mesi del 2026 gli arresti nel paese avevano già superato il 50 per cento di quelli effettuati nell'intero 2025. Se la tendenza dovesse confermarsi, il totale annuo potrebbe addirittura raddoppiare.
“Intanto la pressione delle autorità si intensifica in Cambogia. In sole due settimane a febbraio la polizia ha fatto irruzione in 2.709 sospetti scam center, identificando più di 21mila cittadini stranieri che ci lavoravano. Parallelamente è andata avanti l’operazione congiunta tra Phnom Penh e Pechino contro il Prince group, la più grande conglomerata cambogiana (…)
Internazionale, 24 aprile