sabato 30 maggio 2026

PREGHIERA 1991

da “Ogni giorno la Tua voce” - 1979

di Franco Barbero

 

Sappiamo che la tua promessa non delude, 

ma come mai è così difficile tenerla viva? 

Abbiamo imparato persino a penetrare nel cuore dell’atomo,

ma non sappiamo vedere i segni che ci dai in questo tempo.

Tutto il mondo ci parla di noi e delle opere delle nostre mani: 

tu sembri il grande assente tra mille evidenze.

I signori di questo mondo impongono la loro presenza, 

tu invece nascondi la tua gloria nella povertà delle cose.

Le tue opere sovente sono molto diverse 

da ciò che noi ci aspetteremmo da te; 

di esse ci giunge soltanto e a stento 

un'ombra, come un'eco lontana.

Le nostre "cose" fanno ressa e urgono 

alla porta del nostro cuore; 

la tua presenza invece è discreta, 

attenta a non imporsi, ma a proporsi.

Perché questo, o Signore, è il tuo stile,

la povertà che tu hai scelto;

è la strada della proposta libera,

che non vuole farci violenza.

A volte la cappa del dubbio ci opprime

e la voglia di vedere e di toccare 

ci prende e ci sconvolge,

come fu per Tommaso, uno dei dodici.

Siamo gente che forse cammina con te

come i viandanti di Emmaus,

ma abbiamo gli occhi bendati

e non sappiamo ancora riconoscerti.

A volte ci regali uno sprazzo di cielo 

e poi torna ancora la notte: 

ma nel cuore della notte 

nasce sempre un nuovo giorno.

Eppure tu ami questa nostra vita 

reale, concreta, priva di miracoli, 

in cui giorno dopo giorno camminiamo,

spostando le tende come pellegrini del regno.

E’ bello sapere che tu sei con gli uomini e le donne: 

li spingi avanti come la generazione dell'esodo 

a guadagnare, lottando, qualche palmo di libertà.

Tu sei lì, in questo felice ed ostinato desiderio

di andare avanti, sempre e ancora, o Signore.

Il cammino di liberazione, ora felice ora crocefisso, 

è il roveto ardente che non si consuma 

e nel quale bisogna tuffarci continuamente 

per incontrare la tua presenza e il tuo amore.

Tu ci chiami a sperare, a non fermarci, a far festa, 

ad accendere fuochi e a intonare canzoni di vita! 

Ci inviti a darci la mano, a non misurare ciò che si dà, 

a ritornare poeti e fanciulli, come figli della risurrezione.

 

Che bello, o Padre sapere che l'amore è possibile,

che tuo figlio Gesù, uomo della nostra strada,

uomo della nostra carne, ci ha aperto questa possibilità.

Non vincerà,la morte, ma regnerà la vita, l'amore.

 

2. Che bello, o Padre, avere un corpo e un cuore!

Ci sono dati per vivere, gioire e fare l’amore:

tutto può diventare un segno del tuo amore,

quando si mette al centro la fraternità.

 

T. Fa' che i nostri corpi comunichino senza violenza;

sia superato ogni sfruttamento che calpesta, o Padre,

la tua immagine vivente in ogni uomo e in ogni donna.

La sopraffazione ceda il posto alla comunione.

 

1. Le nostre giornate conoscono lacrime, fatiche ed affanni;

i nostri anni non scanseranno né malattia né morte,

ma si tratta di lotte che vanno verso la libertà,

nella luce di quel Gesù di Nazareth che è risorto.

 

2. Ma perchè, o Padre, per troppi uomini e donne ancora

la vita non conosce altro che miseria e pianto?

Perchè la tua mano non depone dal trono i potenti

quando vedi che le nostre non riescono a farlo?

 

G. Con la gioia dei tuoi doni ma anche con tutte le incertezze, le lotte e lo sconcerto che regnano nella nostra vita, noi insieme ti preghiamo: PADRE NOSTRO

don Franco Barbero