giovedì 25 giugno 2026

 Da Israele Tutti gli errori di Netanyahu

- I mezzi di informazione israeliani condannano un accordo considerato insufficiente per tutelare gli interessi nazionali.

In un editoriale il Jerusalem Post scrive che Israele non dovrebbe rallegrarsi di un risultato che “lascia intatte le “minacce principali”. Il pericolo maggiore, spiega, è concedere all’Iran una pausa di sessanta giorni, un arco di tempo che può sembrare ragionevole a

Washington, ma non in Medio Oriente, dato che Teheran può "spostare risorse, ricostruire fa fiducia, ridefinire la guerra interna e mettere alla prova gli Stati Uniti”. La minaccia arriva soprattuitto dal Libano, dove Hezbollah è ancora in piedi. “Qualsiasi intesa che limiti Israele lasciando Hezbollah al suo posto è inaccettabile, commenta il quotidiano. “Teheran sa come sfruttare i ritardi. Hezbollah sa come sfruttare i ritardi. Israele ha già pagato in passato per quei ritardi.

 

Il quotidiano conservatore Yediot Ahronoth è ancora più categorico, arrivando a parlare di “tradimento” nei confronti del popolo iraniano, “abbandonato” alla violenza di un regime “rafforzato e radicalizzato”, e di quello libanese, ostaggio di Hezbollah, che continuerà a “seminare distruzione e rovina”. Inoltre, prosegue il gornale, è “una resa al regime di Teheran”, che ottiene un grande “riconoscimento internazionale”. Su Haaretz Amos Harei parla di “fiasco iraniano”, definendo l'accordo “il più grande fallimento” di Benjamin Netanyahu dal 7 ottobre 2023. Dopo aver promesso una vittoria storica, al premier sraeliano restano “un’alleanza con Trump indebolita .e pochi risultati strategici da vantare”. Harei conclude: “un epilogo simile della saga iraniana - senza cambio di regime, senza la fine dei programi nucleare e missilistico con un danno allle relazioni speciali tra Israele e Stati Uniti – rivela la portata della distruzione che Netanyahu ha causato alla reputazione internazionale di Israele dal 2023".

Internazionale, 19 giugno 2026