sabato 6 giugno 2026

Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di domani preparato da Anna Vallone con la collaborazione di Sergio Speziale.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.

Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

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Le Resurrezioni


P. Saluto all’assemblea


G.Fratello, sorella,
amico, amica:
è arrivata un'altra domenica.
se Dio bussa
alla porta del tuo cuore,
alla porta della tua casa interiore,
non lasciarlo sull'uscio.
È un Dio debole,
che non si impone,
che non prende possesso,
che non butta giù la porta.
Al più è un Dio che cerca
un po' di ospitalità.
(da Preghiere d’ogni giorno di Franco Barbero)

1. Continua, o Padre, ad essere la nostra resurrezione, risuscitandoci dalle nostre stanchezze sonnolenze e paure, dai nostri tradimenti più o meno camuffati dai nostri smarrimenti, Tu che conosci meglio di noi l’umana fragilità.

2. Soprattutto metti la Tua speranza nei cuori e nelle mani di coloro che gemono nell’oppressione più brutale o che sono dimenticati nel silenzio; apri per loro sentieri di giustizia, di rispetto e di libertà, Tu che sai prendere per mano i deboli e I dimenticati sulla terra. (da Preghiere Eucaristiche vol.2)


LETTURE BIBLICHE

Ezechiele 37, 11-13


11Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: «Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti». 12Perciò profetizza e annuncia loro: «Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d'Israele. 13Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.

Giovanni 11, 32-35; 38-44

32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35Gesù scoppiò in pianto.
[…]38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Riflessione
La lettura di questi versetti di Ezechiele è sconvolgente. L’ambientazione desolata fa emergere l’effetto del malessere che ci corrode intimamente minando le nostre certezze dissolvendo a poco a poco i nostri sogni. Progressivamente sprofondiamo nell’immobilità e diventiamo incapaci di vedere un futuro. Lo scenario di squallore descritto dal sogno di Ezechiele è dentro di noi. Dopo avere perso tutto possiamo ancora sperare che si risvegli la fiducia e la voglia di ricosruire? Siamo sinceri, questi versetti ci sconvolgono. Sono difficili da capire.

Cosa può riportarci nel mondo quando crediamo di avere perso anche il desiderio di vivere? Dove possiamo trovare lo slancio per ricostruirci come persone e riprendere il percorso che ci realizzi come esseri umani?

Ezechiele profetizza l’intervento di Dio che riporta in vita gli scheletri scarnificati, le ossa del suo popolo perduto per ricondurlo di nuovo vivo nella terra d’Israele. Una visione potente che ribalta il senso comune per ricreare una prospettiva e una speranza nel popolo in esilio.

Gesù è un maestro di strada che comunica attraverso il contatto umano. Conosce i nostri limiti, le nostre difficoltà nell’interpretazione dei grandi scenari profetici, e ridisegna il messaggio di speranza calandolo nella realtà quotidiana e nella dimensione individuale e delle vicende nella comunità: questo è il caso della resurrezione di Lazzaro. Gesu sa che il suo amico prediletto, nella cui casa trovava riposo ed accoglienza, è malato. Gesù viene avvertito quando è lontano, ma si incammina subito verso Betania. Il viaggio è lungo e non riesce ad arrivare prima accada l’irreparabile cioè prima che l’amico muoia. Gesù ricorda ai suoi amici affranti che anche Lazzaro risorgerà. Ma davanti alla disperata sorella del morto e ai tanti abitanti del Villaggio anche lui è profondamente toccato dalla tristezza della sua comunità. Si reca alla tomba di Lazzaro, morto da quattro giorni e quindi, senza alcuna possibilità di risveglio, chiama fuori dalla tomba Lazzaro che appare ancora avvolto nelle bende funebri.

Nella narrazione del Vangelo la resurrezione entra nella quotidianità attraverso il passaggio del miracolo del risveglio. L’apparente stravolgimento della normalità è il prezzo da pagare per spezzare la prostrazione disperante, la normalità degli ultimi, dei dimenticati. L’abitudine alla discriminazione e dell’abbandono del popolo della strada con cui Gesù si confronta ogni giorno ha per noi la valenza dello sconforto di chi soffre intimamente perché non si sente intergrato. Il messaggio al cuore di questo racconto è che la morte non è la fine di tutto, ed esiste una possibilità di riscatto anche quando tutto sembra perduto. Il miracolo cessa di essere un miracolo nell’abbraccio di chi era morto ed è di nuovo in cammino.

Nella realtà della nostra esperienza di vita la possibilità di rimettersi in piedi si materializza attraverso un processo lento e complesso. In un cammino di fede rialzarsi è al tempo stesso, lavorio individuale ed evento corale che coinvolge l’intera comunità. La rinascita è parte della nostra vita, è nell’oggi non in un futuro lontano. Gesù stesso lo dice a Marta, sorella di Lazzaro. Quando riusciamo a fare emergere di nuovo il desiderio di vita, di giustizia, di felicità realizziamo la resurrezione nella quotidianità.


INTERVENTI LIBERI


1. Ciò che ha lasciato una traccia nella nostra vita continua ad accompagnarci ovunque andiamo. Il nostro cammino è costellato di ritorni che simili a risvegli ci aiutano a rinnovare la nostra scelta di fede.

2. Le persone che abbiamo incontrato e hanno segnato il nostro percorso ritornano continuamente. La loro presenza e il loro impulso non si dissolvono nel nulla. Ci aiutano a rialzarci quando precipitiamo nella solitudine disperante.


MEMORIA DELLA CENA

T. Facciamo ora memoria di quel camminatore instancabile e attento che fu Gesù di Nazareth. Egli accompagnò, sui sentieri della Palestina, i cammini di donne e uomini con cui condivise la propria vita, i propri doni, la propria affettuosa solidarietà. Come fece quella sera in cui, mentre mangiavano la cena di Pasqua, prese del pane, lo spezzò e lo distribuì alle amiche e agli amici che erano con lui, dicendo loro: “Prendete e mangiate; la mia vita, il mio corpo, è come questo pane: ho cercato di metterlo a servizio di ogni uomo e di ogni donna che ho incontrato. Fate anche voi così”. Poi fece altrettanto con una coppa di vino, dicendo: “Bevetene tutte e tutti un sorso, perché questo vino è come il mio sangue: ne ho dato una goccia a ogni uomo e a ogni donna che mi ha incontrato e ancora ce ne sarebbe, se gli uomini del potere non avessero deciso di farmi morire. Ma voi continuate a ripetere questo gesto per non dimenticarvi di me e dell’esempio che vi ho dato”.


Preghiera di condivisione

Con la frazione del pane rendiamo testimonianza all’esempio di vita e al messaggio diffuso da Gesù e per rinnovare la nostra scelta di costruire un cammino che realizzi il sogno di Dio nel mondo.


COMUNIONE


PREGHIERE SPONTANEE


PADRE NOSTRO


Preghiera finale



Signore, ti ringraziamo per averci nutrito con la tua parola.
Donaci la forza di essere testimoni autentici del Vangelo
trasformando quello che abbiamo ascoltato in gesti di amore e di pace.

Comunità Cristiana di Base di Via Città di Gap – Pinerolo
Anna Vallone e Sergio Speziale, 7 giugno 2026