Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di oggi.
La celebrazione inizierà alle ore 10:00.
Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.
Il link per collegarsi è:
meet.google.com/ehv-oyaj-iue
Dopo la celebrazione si terrà l'assemblea della Comunità
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Eucarestia di domenica 21 giugno 2026
P. Saluto all’assemblea
G. Come sei bello, o Padre. Tu sai sempre stupirci anche nelle piccole cose. Come sei dolce, o Madre. Tu non perdi la speranza che tutti e tutte noi, un giorno o l’altro, impariamo a volerci bene.
T. Tu speri sempre che le nostre mani divengano "piccole colonne" per poter sostenere anche le pene altrui. Grazie per la fiducia che riponi in noi.
LETTURE BIBLICHE
Atti 1, 3-11
Dopo che ebbe sofferto, Gesù si presentò ai discepoli vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio. Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, ‘la quale’, egli disse, ‘avete udita da me. Perché Giovanni battezzò, sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni’. Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: ‘Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?’ Egli rispose loro: ‘Non spetta a voi sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra’. Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: ‘Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo’.
PREDICAZIONE: a cura della pastora Ilenya Goss
Quaranta. Un numero carico di significato nella tradizione biblica. Quaranta gli anni di cammino attraverso il deserto per un popolo liberato che impara a conoscere il suo Signore e diventa poco a poco maturo, nell’arco dell’avvicendarsi delle generazioni. Quaranta i giorni trascorsi da Gesù di Nazareth all’inizio della sua vita pubblica, a ripetere un cammino di maturazione e chiarificazione della sua identità, delle sue scelte, della traiettoria di vita che si disegnava davanti a lui. Quaranta i giorni tra la mattina del primo giorno dopo la Shabbat, quando le discepole andate a cercare il corpo senza vita di Gesù, diventano le prime messaggere che il Rabbi non è più steso nel sepolcro, ma è accaduto l’inaudito. Quaranta è il numero della maturazione piena, quel tempo scandito che termina esattamente dove inizia la novità. E dopo questo tempo in cui il Risorto ha completato la formazione dei propri discepoli avviene un distacco che la tradizione ha chiamato “ascensione”. In realtà la forma del verbo che descrive quell’evento è al passivo: così come per la risurrezione, gli autori dei Vangeli cercano di dire con le parole più adatte l’indescrivibile, così l’assunzione di Gesù al Cielo è raccontata per insegnarci che il Signore che non ha lasciato Gesù nel sepolcro, ma ora lo accoglie nella realtà compiuta e piena della sua dimensione eterna. Ma noi dove siamo? In mezzo alla storia travagliata del nostro mondo ci colpisce la domanda: voi siete forse i discepoli di quel Gesù? Voi siete forse quelli che, generazione dopo generazione, di parola in ascolto, seguite il suo insegnamento e credete in lui? E dov’è ora colui che chiamate Signore? La promessa della presenza fino alla fine del tempo non contrasta con questa parola che dice un distacco? Sul modo della presenza del Cristo complesse idee teologiche hanno segnato il dibattito tra i riformati, ma la Parola di oggi indirizza il nostro sguardo spostandolo da una nuvola a una presenza che parla. Salutando i discepoli Gesù non dà previsioni storiche, ma ribadisce la promessa del regno; portato via dalla vista, allora come oggi, apre lo spazio alle voci degli annunciatori di verità, vestiti di bianco. La scena richiama e fa risuonare altre pagine bibliche, altri eventi: la nube della trasfigurazione, la pietra rotolata davanti al sepolcro. La voce degli angeli e la nuvola in cui Gesù è tolto alla vista dei suoi amici sono segni della nuova realtà della presenza del Signore con i discepoli, con noi. Ci sentiamo soli? Sentiamo la crisi delle chiese che ci rende pochi e poco decisi? Ci chiediamo anche noi dove stiamo andando e perché? La Parola di oggi ci disegna un modo di interpretare la nostra condizione: essere discepoli non è guardare per aria, ma trovare la strada che porta da Gerusalemme alla Samaria, all’estremità della terra. Gesù è sottratto alla vista di ciascuno dei discepoli, ma anche di tutti, mentre sono riuniti: le chiese sono chiamate ancora e di nuovo a uscire dai quaranta giorni, mature per stare nella vita, per respirare dello Spirito che viene, per vivere la promessa nella fedele attesa del giorno del ritorno del loro Signore. La pagina di oggi è lo specchio in cui guardare il nostro volto: il Cielo di Dio in cui vive il Cristo è presente nella profondità del nostro esistere, ogni volta che la Parola di Dio alimenta la nostra fiducia, la nostra speranza, il nostro vivere, amando profondamente. La luce della Risurrezione e la nube dell’assunzione al Cielo sono il modo per raccontare la sostanza del nostro credere, del nostro vivere la relazione con Dio e con gli altri, abitando la Parola che ci è donata. Amen! Di un amore eterno, ci amasti. Decreti e leggi, ci hai insegnato. Per questo, Signore, nostro Dio, nel coricarci e nel levarci, ispira i nostri cuori; ispiraci a ragionare su ciò che ti è gradito e gioiremo e ci rallegreremo nello studio della tua Parola e nelle responsabilità che ci affidi. I tuoi insegnamenti sono la nostra vita e la continuità dei nostri giorni; in essi, mediteremo giorno e notte. E il tuo amore, non ritrarre mai da noi! Tu sei fonte di benedizione, Signore, che ami le tue figlie e i tuoi figli. Amen!
INTERVENTI LIBERI
G. Quanto sono preziosi, o Dio, i Tuoi doni:
sono più numerosi delle stelle del cielo.
Sì, provengono da Te, sorgente inesauribile.
1. O Dio accogliente e perseverante, Padre e Madre di ogni dono,
Ti benediciamo con tutto il cuore perché ci rendi oggi, qui, un cuore solo ed un’anima sola.
2. Ti benediciamo perché in questa comunità, anche oggi, la Tua Parola condivisa ed il pane spezzato illuminano il cammino della nostra quotidiana esistenza. Accresci in noi il desiderio della vita comunitaria, la gioia di portare gli uni i pesi degli altri, la fiducia di poter chiedere e ricevere senza calcolo e con semplicità.
T. Benediciamo Dio, Egli è buono; eterno è il Suo amore per noi.
1. O Dio, fedele e solidale, Padre e Madre di ogni dono, Ti benediciamo ad altissima voce perché non Ti stanchi di invitarci ad una vita sobria.
2. Ti confessiamo che, come l’uomo ricco del Vangelo, ogni tanto chiudiamo il portafoglio e la banca del nostro tempo. Com’è bello, invece, realizzare insieme l’invito che Tu ci fai quando parli a Tobia: “E’ meglio compiere opere di misericordia, che mettere da parte oro e tesori” (Tobia 12,8).
1. Ogni giorno, alla nostra porta, si affaccia chi, nel Tuo nome, ci chiede conto della sua povertà e delle sue sofferenze, del perché spezziamo il pane e chiudiamo la borsa, del perché leggiamo la Tua Parola e non abbiamo tempo per lui/lei.
T. Benediciamo Dio, Egli è buono; eterno è il Suo amore per noi.
2. Con cuore fiducioso gridiamo forte a Te, Spirito ardente di Dio: convertici ad una vita sobria, alla piena disponibilità dei beni materiali ed intellettuali per tutti e tutte, al dono prezioso del tempo.
1. Riceveremo in cambio, allora, in questa vita, cento volte di più: “Amore, gioia, pace, comprensione, cordialità, bontà, fedeltà, mansuetudine, dominio di sé” (Galati 5,22).
2. “Un sole e uno scudo Tu sei, mio Dio, mi circondi di bontà e tenerezza,
mi colmi di beni nel corso degli anni, mi fai giovane come l’aquila in volo. In Te ho fiducia e non temerò nulla”.
T. Benediciamo Dio, Egli è buono; eterno è il Suo amore per noi.
G. O Dio, rendi contagiosa la gioia che ci hai messo nel cuore: fa’ che si rifletta e risplenda come una luce, in modo da spazzare via le incertezze e le paure. La nostra gioia nasce da Te e perciò non può spegnersi. Ma la gioia nasce anche dal renderci conto che possiamo essere Tue amiche e Tuoi amici e che Tu ci starai vicino quando cercheremo di costruire un mondo più lieto, senza guerre, senza odio, senza ingiustizie, un mondo di sorelle e fratelli.
T. Fa’ che sappiamo esser grati/e dell’abbondanza della nostra vita, che ci è stata data prima ancora che potessimo chiederla. Rendici responsabili nei confronti delle donne e degli uomini meno fortunati di noi. Papà e Mamma di tutte le donne e di tutti gli uomini, dacci un cuore semplice e forte, che sappia apprezzare la grandezza delle Tue opere e lottare contro le ingiustizie.
MEMORIA DELLA CENA DI GESÙ (dalla Didaché)
T. Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la santa vite di David Tuo servo che ci hai fatto svelare da Gesù Cristo Tuo servo.
A Te sia gloria nei secoli. Amen.
Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la vita e per la conoscenza che ci hai fatto svelare da Gesù Cristo Tuo servo.
A Te sia gloria nei secoli. Amen.
Come questo pane spezzato era sparso sui colli e raccolto è diventato una cosa sola, così si raccolga la Tua chiesa dai confini della terra nel Tuo regno: perché Tua è la gloria e la potenza per mezzo di Gesù Cristo nei secoli. Amen.
P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE
COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
BENEDIZIONE FINALE
1. Ti benedico Padre, quando al mattino apro la finestra e mi lascio avvolgere dai profumi e dai rumori del bosco: guardo le montagne e mi commuovo!
2. Ti benedico Madre, perché dalle Tue viscere feconde sgorgano mille rivoli di acqua che scorrono freschi e allegri.
1. Ti benedico per il saluto ed il sorriso che mi rivolgono tanti sconosciuti, quando ci incontriamo sui sentieri o nei piccoli borghi.
2. Grazie, Signore, per il silenzio di cui, in questi giorni di vacanza, posso godere; ed anche perché, nonostante preoccupazioni per ciò che di incompiuto è rimasto a casa, è uno spazio in cui mi ritrovo e Ti trovo!
P. Fratelli e sorelle, custodiamo nei giorni della settimana la fiamma che Dio ha acceso in noi e alimentiamola con l’olio della Sua Parola.
Comunità Cristiana di Base di Pinerolo via Città di Gap
Walter Primo e Francesco Giusti
(canone tratto da "Preghiere Eucaristiche", vol.2 p. 19-22)