da Adista del 18/04/2026
Sul periodico dell’AC Parolin attacca mercanti di morte e uso politico della fede
<<La logica del più forte è sempre esistita>>, ma <<specie negli ultimi anni, la diplomazia, la creatività diplomatica, l’attitudine al negoziato, sono via via venute meno>>, <<l’opzione bellica viene presentata come risolutiva, quasi inevitabile, piegando il diritto internazionale a proprio piacimento. Mentre al contempo la diplomazia appare muta, incapace di attivare strumenti alternativi. Sembra venuta meno la coscienza del valore della pace, la coscienza della tragicità della guerra>>. Nelle settimane in cui la tensione fra Usa-Iran raggiunge il massimo livello - con il presidente Usa Donald Trump che ha minacciato di distruggere <<un’intera civiltà>>, appunto quella iraniana - e Israele scatena una nuova guerra contro il Libano, dopo il genocidio del popolo palestinese, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in un’ampia intervista al trimestrale di approfondimento dell’Azione Cattolica Dialoghi fa il punto sulla situazione geopolitica globale e sull’azione diplomatica della Santa Sede. A partire dalla crisi del multipolarismo, anzi da un nuovo multipolarismo ispirato però dal <<primato della potenza>>, cioè <<dal perseguire sempre e soltanto il primato e talvolta il predominio del proprio paese, invocando il diritto internazionale soltanto quando fa comodo e purtroppo ignorandolo in tanti casi>>, per esempio su Gaza. <<Molti governi si sono indignati per gli attacchi contro i civili ucraini da parte dei missili e dei droni russi, imponendo sanzioni agli aggressori. Non mi sembra che sia accaduto lo stesso con la tragedia della distruzione di Gaza>>, spiega Parolin, che rilancia il magistero di papa Leone XIV e papa Francesco.