sabato 18 luglio 2026

Questo è il canone per la celebrazione eucaristica di domani preparato da Walter Primo e Francesco Giusti.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.

Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

________________________________________________________________________________

NELLA RICERCA DI DIO STA LA NOSTRA FELICITÀ


P. Saluto all’assemblea e invito al silenzio


G.Signore, Dio del mondo e dei cuori, siamo qui, insieme, davanti a Te, perché stiamo imparando che, senza di Te, il mondo non troverà pace, senza di Te le cose diventano idoli, senza di Te il divertimento diventa sballo, senza di Te il potere diventa dominio, senza di Te la povertà diventa degrado, senza di Te un oceano diventa una palude.
Gesù, il maestro e profeta di Nazareth, davvero alimentava il suo cuore e si rivolgeva a Te, Sua sorgente di vita.
Per questo, o Padre buono, da lui usciva una corrente di speranza e di gioia che diffondeva vita, salute, fiducia, amore.
Madre dolce, vogliamo succhiare dalle Tue mammelle il latte della vita, per crescere, amare e spargere semi d’amore.

G. Preghiamo a cori alterni

Donne:Io sono un ciottolo e sulla riva del mare onde dolci, onde violente, risacca e pioggia... tutto mi ha bagnato e il tempo ha levigato l’anima mia e il mio corpo.

Uomini:Io sono un granello, minuscolo granello delle sabbie del mondo, bagnato dalle lacrime... dolori e poi sorrisi, tutto in me è passato sull’anima mia e sul corpo.br/>

Donne:Io sono una donna e sulla riva del mare incontro le altre donne, intrise di profondo dolore, d’amore e ribellione per lo scempio del Creato.br/>

Uomini:Io sono un uomo e sui sentieri del mondo, insieme agli altri uomini, m’impegno a ricreare buon uso del Creato per noi e figlie e figli.

Donne:Io sono una donna e sulla riva del mare, insieme alle altre donne, m’impegno a ricreare buon uso del Creato per noi e figlie e figli.

T. Ascoltaci, o Signore!

1. Beato l’uomo e beata la donna di integra condotta, che camminano nella legge del Signore. Beata e beato chi è fedele ai Suoi insegnamenti e Lo cerca con tutto il cuore (Salmo 119, 1-2).

2. Quando un re o un capo di stato decide se il nemico può vivere o deve morire, non può pensare di camminare sulla strada di JHWH: è solo prigioniero del potere.

1. Nel seguire i Tuoi ordini è la mia gioia più che in ogni altro bene. Voglio meditare i Tuoi comandamenti, considerare le Tue vie. Nella Tua volontà è la mia gioia; mai dimenticherò la Tua Parola (Salmo 119, 14-16).

2. Quando un popolo è oppresso e schiavo non può sperare che, obbedendo in silenzio, possa riottenere la libertà. JHWH vuole la gioia per le Sue creature.

1. Aprimi gli occhi perché io veda le meraviglie della Tua legge. Io sono straniero/a sulla terra, non nascondermi i Tuoi comandi (Salmo 119, 18-19).

2. Accogli, o Dio, le nostre debolezze. Perdona la nostra incostanza verso il Tuo volere. Aiutaci a capire che solo nel rispetto reciproco e nell’ascolto della Tua voce, a volte silenziosa, è possibile trovare il cammino sulla strada che a Te conduce.

1. Ho aderito ai Tuoi insegnamenti, Signore; che io non resti confusa/o. Corro per la via dei Tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore (Salmo 119, 31-32).

T. Ora il nostro cuore si apra alla Tua Parola, nella preghiera e nella lettura biblica. Siedi fra noi, o Madre, e benedici questo nostro stare insieme; noi Ti benediciamo per il dono di questa celebrazione comunitaria.


LETTURA BIBLICA (dal vangelo di Luca 15,8-10)
“O quale donna ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.”

PREDICAZIONE
In questi due versetti Gesù cita l’atteggiamento di una povera vedova che di fronte ad una disavventura, la perdita della “moneta”, non si limita a rammaricarsi per l’evento, ma riparte dalla constatazione del suo potenziale drammatico per mettere in atto una ricerca capillare che infine risulterà fruttuosa.

Ancora una volta Gesù si serve nei suoi racconti del ruolo di gente povera, marginale, per presentarli ai suoi discepoli e a chi lo segue forse solo incuriosito.

Questa donna non si rassegna alle sue sventure: anzi le affronta e con meticolosa costanza riesce a ritrovare ciò che aveva smarrito. Questa figura deve spingerci a riflettere sul dato che non è necessario essere in possesso di grandi cose per giustificare una valorizzazione delle nostre capacità.

Potremo anche intravedere, in filigrana, la condizione della nostra comunità che ha perso molte delle sue risorse eppure non per questo viene meno alle sue scelte.

Certo il ricordo del passato ci deve stimolare a generare nuove scelte nel presente. Le testimonianze di chi ci ha accompagnato, illuminato la via, per così dire, devono essere nostra linfa per proseguire nelle nostre ricerche e tentativi di ridare slancio alla nostra ricerca di fede.

Come la vedova del brano evangelico noi dobbiamo ripartire dal nostro esser in ricerca. Questa ricerca ha uno sbocco comunitario: la felicità per il ritrovamento viene condivisa.

La ricerca di fede deve essere un atto comunitario; pertanto la comunità anziché raccogliersi nel suo piccolo, nelle sue dimensioni conosciute, con i suoi riti, con le sue scadenze, deve aprirsi al confronto con altre realtà simili, o affini, o fors’anche distinte, pur che conservino la passione per la ricerca a partire dalla parola biblica.

Quando poi questa realtà si realizza, un piccolo ritrovamento, un’occasione di incontro, di condivisione… bisogna far festa… bisogna accogliere al meglio il risultato ottenuto.

Quante volte nella letteratura biblica si fa festa per un elemento minimo.

La Bibbia è infarcita di elementi che segnalano l’importanza della fede dei piccoli, dei minimi, che con le loro scelte rendono possibile il configurarsi dell’intero tessuto biblico.

Questa figura, apparentemente minima, ha invece molto da dire al nostro sentirci stanchi, disillusi, bisognosi di vacanza. Questo periodo, appunto, può diventare occasione, spazio di elaborazione per la ripresa di nuove vie.


INTERVENTI LIBERI


1. Dammi intelligenza, perché io osservi la Tua legge e la custodisca con tutto il cuore. Dirigimi sul sentiero dei Tuoi comandi, perché in esso è la mia gioia. Distogli i miei occhi dalle cose vane, fammi vivere sulla Tua via (Salmo 119, 34-35; 37).

2. La mia sorte, ho detto, Signore, è custodire le Tue parole. Del Tuo amore, Signore, è piena la terra; insegnami il Tuo volere (Salmo 119, 57; 64).

1. T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; custodirò i Tuoi precetti. Ascolta la mia voce, secondo la Tua grazia; Signore, fammi vivere secondo il Tuo giudizio. Le Tue misericordie sono grandi, Signore, secondo i Tuoi giudizi fammi vivere (Salmo 119, 145; 149; 156).

2. Ma la Tua fiamma non si spegne. La Tua fiamma è lì, calda e semplice, vicina ai nostri cuori, se solo noi vogliamo vederla. Grazie perché non Ti spegni né Ti fai spegnere.

1. Lampada per i miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino. Mia eredità per sempre sono i Tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore. La Tua Parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici (Salmo 119, 105; 111; 130).

2. Insegnaci ad essere specchi del Tuo volto, echi della Tua Parola. Grazie per la Tua presenza nella nostra vita.


MEMORIA DELLA CENA

T. Eccoci, o Padre e Madre, alla memoria dell’ultima cena di Gesù, come suoi discepoli e sue discepole. Egli, sapendo ormai vicina l’ora in cui la congiura del potere avrebbe prevalso, concentrò nel semplice segno del pane spezzato e del vino condiviso tutto il suo insegnamento e disse: “Prendete e mangiate: la mia vita è data per voi e per l’umanità. Quando mangerete questo pasto, lo farete per non dimenticarvi di me”. Poi prese la coppa del vino e, porgendone da bere a tutti e tutte, disse: “Prendete e bevete: la mia vita ha pagato fino allo spargimento del sangue la dedizione alla causa di Dio e dei fratelli e delle sorelle. Dio vi garantisce una alleanza eterna, perfetta: Egli non ritirerà mai il Suo amore dall’umanità. Mangiate questo pasto, ve lo raccomando, per non dimenticarvi di me, di tutto quello che vi ho detto e di tutto quello che ho fatto”.


P.SEGNO DI CONDIVISIONE DEL PANE


PREGHIERE SPONTANEE


BENEDIZIONE FINALE


G. Gesù è stato così coerente nel predicare e nel testimoniare, fino alla morte, la rottura con tutto ciò che non ha anima, spirito vitale, soffio di vita e di libertà... che non possiamo certo pensarci sul suo stesso piano. Ma ci è di conforto e di pungolo, o Sorgente della vita e dell’amore, sapere che anche noi, ogni giorno, possiamo rinascere: ogni volta che facciamo un passo, come Gesù, sugli impervi sentieri della libertà.

T. Tu sei sempre qui, faro che ci illumina e meta che ci attrae: per questo Ti ringraziamo e Ti benediciamo.

Comunità di base di Pinerolo via Città
Walter Primo e Francesco Giusti, 19 luglio 2026
(canone tratto da “Preghiere eucaristiche”, vol.2 p.52-55)