da Il Manifesto del 22/07/2026
E’ la Francia il primo paese Ue a vietarli ai minori
Il Parlamento francese ha approvato ieri in via definitiva – è il primo paese europeo – una legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni: entrerà in vigore dopo l’estate per tutelare la salute di bambini e teenagers. Dopo il voto del Senato, l’Assemblea nazionale ha approvato la riforma, con 279 voti favorevoli e 81 contrari. La riforma, caldamente promessa da Macron, obbligherà le piattaforme stesse, come Tik Tok, ad adottare sistemi di verifica dell’età. La legge prevede anche il divieto di utilizzo dei cellulari nelle scuole superiori. In Australia i social sono stati banditi già dal dicembre 2025, ma pare che la proibizione per legge non riesca ad arginare l’abitudine: il 70% degli under 16 continua infatti a usare i social network come prima.
Il divieto francese non si applicherà comunque alle enciclopedie online – ad esempio, Wikipedia – né ad altri servizi come le «piattaforme per lo sviluppo e la condivisione di software libero o progetti digitali educativi open source». La misura restrittiva scatterà dal 1 settembre, mentre gli account under 15, già in essere, verranno chiusi entro il primo gennaio del 2027.
In Italia esiste un’iniziativa bipartisan, promossa dalle parlamentari Lavinia Mennuni e Marianna Madia («al governo di centrodestra è mancata la determinazione politica e il coraggio necessari a sfidare i giganti del tech», ha dichiarato quest’ultima), ma è ferma in Parlamento.